100 MILIONI DI MORTI: in Italia 13 PARTITI si rifanno al COMUNISMO.

(Napoli)ore 13:21:00 del 13/12/2017 - Genere: , Denunce, Politica

100 MILIONI DI MORTI: in Italia 13 PARTITI si rifanno al COMUNISMO.

Altro che onda nera, in Italia ci sono 13 partiti politici che si rifanno all’ideologia più sanguinaria mai esistita che ha causato 100 milioni di morti in tutto il mondo, il comunismo.

C’ è talmente un’«onda nera» che minaccia l’Italia, che siamo invasi da partiti neocomunisti, post-marxisti, pseudoleninisti, vetero-anticapitalisti, nostalgico-partigiani, e chi più ne ha più ne metta.

Più che una lista si tratta di una giungla dai contorni incerti, visto che tra scissioni e rifondazioni la mappa dei partiti rossi è in costante aggiornamento. Su 24 partiti di sinistra, al momento ne contiamo ben 13 che già nel nome si richiamano alla dottrina marxista-leninista. E il bello è che tutti, se si compulsano i loro siti, organizzano seminari e incontri per dibattere sul neofascismo che cresce nel Paese. Quali sono? Intanto c’è il Partito Comunista di Marco Rizzo, nato – leggiamo – «nel giugno 2009 con l’espulsione di Marco Rizzo dal Pdci (il Partito dei Comunisti Italiani, ndr) e con l’immediata costituzione di un gruppo organizzato di compagni». Da non confondere però, malgrado la falce e il martello nel simbolo di entrambi, con il Partito Comunista Italiano fondato nel 2016 «rifacendosi all’esperienza del comunismo italiano e del movimento comunista internazionale».

Il segretario nazionale è Mauro Alboresi, mentre la presidente del Comitato centrale è Manuela Palermi, ex Rifondazione Comunista. Ma appunto, il vecchio partito di Bertinotti che fine ha fatto? C’è pure quello, solo che adesso lo guida Maurizio Acerbo, ex Sel. Ma c’è pure Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando, che ha appena annunciato che alle elezioni correrà insieme a Sinistra Classe Rivoluzione, l’ennesima sigla comunista italiana. Sì ma c’è anche il Partito Marxista Leninista Italiano (Pmli) segretario Giovanni Scuderi, da non confondere con il Partito Comunista Italiano Marxista Leninista (PciMil), che si è persino presentato alle politiche 2013 con il segretario Domenico Savio (risultato non brillante: 0,03%). E come dimenticare poi il Partito di Alternativa Comunista guidato da Adriano Lotito, anche lui reduce da un non memorabile corsa elettorale (0,02%). Quindi abbiamo Lotta Comunista (quelli che vendono i giornalini per strada) e pure i Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (Carc). Di seguito contiamo Sinistra Anticapitalista, «una libera associazione di donne e uomini che si battono per una società socialista, cioè per la trasformazione rivoluzionaria in senso comunista e libertario della attuale società».

Poi il Partito Comunista Internazionale, con sede a Schio (Vicenza), e quindi ancora la Rete dei comunisti che «coltiva l’ambizione di riannodare i fili di un alfabeto marxista caduto colposamente in disuso». Fini qui ci siamo limitati ai partiti espressamente comunisti, ma la galassia dei movimenti post-comunisti è molto più ampia. Partendo dalle gemmazioni del Pd, troviamo Articolo1-Mdp di D’Alema e Bersani e soci, poi Possibile dell’altro ex piddino Pippo Civati, e poi pure Sinistra Italiana, prodotta dalla fusione di Sel con un altro pezzo di fuoriusciti dal Pd, il gruppo «Futuro a Sinistra» dell’ex viceministro Stefano Fassina. Poi c’è anche il Campo progressista di Giuliano Pisapia, che dopo mesi di meditazioni e interviste, ha deciso che no, non c’è storia col Pd. Ma siccome a sinistra c’è sempre uno che dice che tu non sei la vera sinistra ma lui sì, ecco che è nato anche Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza di Anna Falcone (ex candidata con Ingroia) e il critico d’arte Tommaso Montanari. Vista la penuria di offerta a sinistra ecco scendere in campo il presidente del Senato Pietro Grasso, acclamato leader della nuova formazione politica a sinistra, Liberi e uguali. C’è poi la sinistra dell’Altra Europa con Tsipras, che ha appena scritto una lettera aperta al partito della Falcone e Montanari per vedere se si riesce a «costruire la sinistra che non c’è». Poi il «Movimento per la democrazia in Europa 2025», o DiEM25, lanciato dall’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e attivo in Italia. Infine, malgrado i non fortunati precedenti, la nuova formazione dell’ex pm Antonio Ingroia insieme a Giulietto Chiesa, la Mossa del cavallo. Con tutta quella ressa di partiti, c’è ben poco da muovere questo cavallo.

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Scritto da Gerardo

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