Amore e sesso: ecco le aree del cervello che si attivano!

(Milano)ore 16:07:00 del 18/03/2018 - Genere: , Sesso

Amore e sesso: ecco le aree del cervello che si attivano!

L’amore e il sesso abitano nel cervello, in due case separate benché comunicanti. E proprio come una droga l’amore crea dipendenza è dà assuefazione, anche se negli innamorati può scattare una specie di meccanismo di “autoregolazione” che permette la mono

L’amore e il sesso abitano nel cervello, in due case separate benché comunicanti. E proprio come una droga l’amore crea dipendenza è dà assuefazione, anche se negli innamorati può scattare una specie di meccanismo di “autoregolazione” che permette la monogamia e salva il legame di coppia.

Sono queste, in sintesi, le conclusioni di un gruppo internazionale di scienziati coordinati dallo psicologo Jim Pfaus della Concordia University canadese. Per la prima volta il team ha “fotografato” i circuiti cerebrali dell’amore e desiderio sessuale, disegnando un’inedita mappadei due sentimenti motore della vita. Insieme a colleghi di Stati Uniti e Svizzera, Pfaus ha analizzato i risultati di 20 diversi studi in cui è stata esaminata l’attività cerebrale di persone alle quali venivano mostrati video erotici o fotografie di partner. Raccogliendo i dati ottenuti, l’èquipe è stata in grado di localizzare le zone collegate all’amor “sacro” e all’amor “profano”. Un’occasione unica per rispondere all’eterno dilemma: esiste il sesso senza amore? La passione fisica può avere vita propria e indipendente dal sentimento? Il responso della scienza è diplomatico: «È emerso - riassume Pfaus - che amore e desiderio sessuale attivano aree del cervello specifiche», quindi distinte, «ma correlate» l’una all’altra. Gli autori hanno scoperto che sono due, in particolare, le strutture cerebrali coinvolte nella “parabola” che - secondo lo schema più accreditato dalla scienza - porta dal desiderio sessuale al vero amore. Le aree in questione si chiamano insula e striato: l’insula è una porzione di corteccia cerebrale racchiusa in profondità tra i lobi temporale e frontale, mentre lo striato è collocato nelle vicinanze, all’interno del cosiddetto prosencefalo.

Entrando ancora più nel dettaglio, le “bandierine” corrispondenti all’amore e al sesso vanno infilate in due zone diverse dello striato. L’area attivata dal desiderio sessuale viene in genere “accesa” da piaceri intrinseci come il sesso, appunto, o il cibo. L’area attivata dall’amore, invece, è coinvolta nel processo di condizionamento secondo il quale i soggetti associati alla ricompensa o al piacere hanno valore di per sè.

In altre parole, semplifica Pfaus, «mentre il desiderio sessuale si pone un obiettivo preciso e concreto» e cioè l’atto intimo, «l’amore è qualcosa di molto più astratto e complesso, indipendente dalla presenza fisica della persona oggetto del sentimento». E anche se a volte dal sesso nasce l’amore, a livello cerebrale l’uno e l’altro vengono comunque “processati” da aree differenti. L’elemento che più ha sorpreso gli studiosi, però, è il fatto che - neurologicamente parlando - amore e sesso sono in qualche modo “parenti” della droga. Soprattutto l’area dello striato legata all’amore, è la stessa associata alla dipendenza da sostanze stupefacenti. «L’amore è, di fatto, una dipendenza che nasce dal desiderio sessuale ricompensato», chiarisce Pfaus. Innamorarsi, in conclusione, fa al cervello lo stesso effetto che provare una droga e diventarne schiavi. Ma ciò non significa che la fedeltà sia cerebralmente impossibile. C’è spazio pure per lei, tranquillizzano i ricercatori: l’amore, infatti, attiva anche percorsi diversi correlati alla monogamia e ai legami di coppia. Di più: alcune aree cerebrali sarebbero addirittura meno attive quando una persona è innamorata, rispetto a quando prova solo desiderio sessuale. Stando alla scienza, insomma, l’amore vero “spegne” la sete di conquista. Secondo Pfau, la fedeltà «al contrario attiva differenti percorsi nel cervello che sono coinvolti nella monogamia e nei legami di coppia e alcune aree del cervello sono meno attive mentre una persona prova amore rispetto a quando prova desiderio fisico. Si tratta di un piacere prolungato che dà dipendenza», precisa Pfaus, che definisce lo studio una pietra miliare per le neuroscienze che poco sanno dei meccanismi innescati dai sentimenti a livello cerebrale.

Da: QUI

Scritto da Samuele

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