Anthem: recensione

(Bari)ore 10:15:00 del 11/01/2019 - Genere: , Videogames

Anthem: recensione

I parallelismi con i due titoli appena citati continuano infatti nella gestione del personaggio, nell’acquisizione dei bottini e nella gestione dell’ipotetica squadra di massimo quattro giocatori con cui potrete affrontare le missioni.

 

Intanto Anthem viene presentato come un action RPG perennemente connesso online in un mondo condiviso. Se questa cosa vi ricorda Destiny o The Division avete centrato l’obiettivo. I parallelismi con i due titoli appena citati continuano infatti nella gestione del personaggio, nell’acquisizione dei bottini e nella gestione dell’ipotetica squadra di massimo quattro giocatori con cui potrete affrontare le missioni.

Parlo di “ipotetica squadra” perché, a detta di Bioware, la scelta di come affrontare il gioco spetta unicamente a chi impugna il pad, il quale potrebbe voler vivere le avventure proposte completamente in solitaria. Questa possibilità è ben radicata anche in Destiny e in The Division, ma sapere che è presente anche qui non guasta di certo.

Chiarito il genere di appartenenza, Bioware ci tine e a spiegare che il suo desiderio di raccontare storie è più vivo che mai anche questa volta, insieme alla voglia di farci impersonare un protagonista che rimane al centro della vicenda. Questa narra di un pianeta che è stato creato da alcune divinità. Peccato che prima che il lavoro fosse finito, queste entità sono misteriosamente scomparse e hanno lasciato sul pianeta gli artefatti che stavano utilizzando per portare a termine il loro lavoro. Tra la messa in sicurezza di questi potenti oggetti e la loro conquista, si pone il nostro personaggio che si rivelerà essere un pilota di Javelin, le potenti armature in stile Iron Man che caratterizzano il gioco. Queste armature avranno quattro modelli distinti chiamati Ranger, Colossus, Storm e Interceptor che si rifanno rispettivamente a classi da RPG come il personaggio bilanciato, il tank, il mago e l’assassino. Oltre alle caratteristiche fisiche e alle abilità uniche (il tank Colossus per esempio ha uno scudo per assorbire danni) potranno essere personalizzati con armi differenti e modificati in base ad uno skill tree. Anche il pilota però avrà un suo albero delle abilità che rimarrà giustamente attivo anche quando cambierà il Javelin che avrà personalizzato.

Come era già facile notare durante l’annuncio dello scorso anno, il comparto grafico di Anthem risulta essere uno dei più grandi pregi della produzione di Bioware. La grandezza degli ambienti esplorabili, la complessità delle texture e un sistema di illuminazione studiato ad hoc, permettono ad Anthem di alzare l’asticella nelle produzioni tripla A.

Durante il gameplay presentato alla conferenza si può facilmente notare anche la bontà del motore grafico, il quale non presenta segni di cedimento, infatti non abbiamo notato fenomeni di pop-up e distorsioni delle texture, oltre che una fluidità pressoché costante, il che è dato probabilmente dall’hardware PC di fascia altissima dove è stato registrato.

Non sappiamo se Bioware riuscirà ad ottimizzare le risorse per far girare Anthem in maniera ottimale sia sulle versioni base delle console che su quelle potenziate. Di sicuro non sarà un’impresa facile, ma dato il background del team di sviluppo, siamo sicuri che non troveranno grossi problemi nello studiare delle soluzioni per permettere a tutti i possessori di console di godere al massimo la bontà del comparto grafico di Anthem.

Dopo circa un anno, Electronic Arts ha mostrato alcune novità per Anthem, anche se rimangono ancora forti dubbi sul gameplay e sull’integrazione del multiplayer nel mondo di gioco. Abbiamo analizzato a fondo il gameplay mostrato durante la conferenza e ci siamo fatti un’idea su quello che potrebbe essere il futuro del gioco, ovvero un single player con possibilità di giocare online in PVE come accade in Destiny, interagendo poi con quelli che saranno eventi e missioni giornaliere/settimanali/mensili. Nulla da dire sul comparto grafico, che sembra anche leggermente migliorato rispetto alla build dello scorso anno, che era comunque già ottimo.

 

Scritto da Luca

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