Asili nido, azzerare rette per famiglie con redditi bassi

(Torino)ore 13:50:00 del 16/09/2019 - Genere: , Nuove Leggi, Politica

Asili nido, azzerare rette per famiglie con redditi bassi

AZZERARE RETTE ASILI NIDO PER FAMIGLIE CON REDDITI BASSI - Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato questa mattina alla Camera per tenere il suo discorso programmatico e ottenere la fiducia dall'Aula.

AZZERARE RETTE ASILI NIDO PER FAMIGLIE CON REDDITI BASSI - Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato questa mattina alla Camera per tenere il suo discorso programmatico e ottenere la fiducia dall'Aula. In uno dei passaggi il premier ha annunciato quale sarà il primo atto del governo Conte bis: "Il primo, immediato, intervento sarà sugli asili nido", ha promesso Conte. Il governo giallo rosso pensa a un sostegno per le famiglie con reddito basso, per livellare il più possibile quelle disuguaglianze che si formano già nei primi anni di vita di un bambino."Rafforzare l'offerta dell'educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della nostra società perché combatte le diseguaglianze sociali, che purtroppo si manifestano sin nei primissimi anni di vita, e favorisce una più completa integrazione delle donne nella nostra comunità di vita sociale e lavorativa", sono state le sue parole.

AZZERARE RETTE ASILI NIDO PER FAMIGLIE CON REDDITI BASSI - E questo è possibile solo azzerando totalmente le rette per la frequenza degli asili nido, che al momento non sono alla portata di tutti. Secondo le associazioni si dovrebbe agire innanzi tutto aumentando l'offerta pubblica e riducendo la spesa a carico delle famiglie.
In particolare, ha spiegato, "Questo Governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall'anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l'offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno. È una delle varie misure che introdurremo anche al fine di sostenere la natalità e contrastare così il declino demografico". 
AZZERARE RETTE ASILI NIDO PER FAMIGLIE CON REDDITI BASSI - Dove si investe di più ci sono più donne al lavoro – “Dobbiamo contrastare la falsa mitologia per cui la cura dei bambini e degli anziani possa ostacolare la partecipazione al mondo del lavoro”, ha detto Giuseppe Conte ai deputati presentando il programma di governo. E infatti l’esperienza degli altri Paesi europei mostra che dove, come in Francia, c’è un efficiente sistema di welfare familiare fatto di nidi pubblici, sussidi per le babysitter e aiuti per organizzare micro asili le donne con figli lavorano addirittura più delle altre. Al contrario l’Italia, con un tasso di occupazione femminile sotto il 50%, è fanalino di coda in Ue insieme alla Grecia. E le madri che continuano a lavorare spesso sono costrette al part time, cosa che riduce i redditi medi rispetto a quelli dei loro compagni.

Chi frequenta il nido recupera gli svantaggi – Quanto alle conseguenze per i bambini, la ricerca di Save the children conferma come quelli che hanno frequentato il nido a 4 anni e mezzo rispondano in maniera appropriata a più quesiti rispetto a quelli che sono rimasti a casa o sono andati in anticipo alla scuola dell’infanzia. Una differenza più marcata per quelli che provengono da famiglie in condizioni di svantaggio socioeconomico. Tra questi, coloro che sono andati al nido hanno risposto bene al 44% delle domande contro il 38% dei piccoli che non lo hanno frequentato. Si sono dimostrati più capaci di riconoscere i numeri e le lettere, per esempio. “Siamo lieti che il premier Conte abbia messo al primo posto dell’agenda del nuovo governo le misure in favore degli asili nido e l’impegno a eliminare le disuguaglianze che si formano già nei primissimi anni di vita, accogliendo l’appello che abbiamo lanciato per un piano di interventi immediato in favore della prima infanzia”, ha commentato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, che presentando il rapporto aveva chiesto al nuovo governo di mettere tra le priorità “quella dell’investimento nell’infanzia a partire dai primi anni di vita, promuovendo in Italia un’Agenda per la prima infanzia, che preveda un piano organico di interventi di sostegno alla genitorialità, servizi educativi di qualità e accessibili a tutti, misure di welfare familiare, lotta alla povertà economica ed educativa, sostegno all’occupazione femminile e conciliazione tra lavoro e famiglia“.

Scritto da Gregorio

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