Battlefield V, recensione

(Messina)ore 07:04:00 del 27/05/2018 - Genere: , Videogames

Battlefield V, recensione

Ci è stato mostrato il trailer del multiplayer, seguito da una lunga spiegazione di tutto ciò che troveremo nel gioco, dalle nuove meccaniche del gameplay fino a come verranno rilasciati i contenuti da qui al lontano futuro.

Una presentazione atipica, quella che dietro le quinte ha accolto i giornalisti a Londra per mostrare in anteprima il nuovo Battlefield V

Ci è stato mostrato il trailer del multiplayer, seguito da una lunga spiegazione di tutto ciò che troveremo nel gioco, dalle nuove meccaniche del gameplay fino a come verranno rilasciati i contenuti da qui al lontano futuro.

Una quantità di informazioni quasi eccessiva per un evento di reveal, che ci apre le porte del futuro di Battlefield, come difficilmente ci saremmo aspettati.

Tante novità per la Seconda Guerra Mondiale secondo Battlefield V

Battlefield V ci riporta agli albori della serie come anticipato dai rumor sull’ambientazione del gioco, nel passato della Seconda Guerra Mondiale: il conflitto che ha portato l’arte bellica su un piano completamente inedito. Lo sappiamo bene perchè, oltre ad aver conosciuto le persone che l’hanno vissuta direttamente, le sue peculiarità hanno reso questo scontro  il protagonista di numerose rappresentazioni videoludiche e cinematografiche.

Per evitare un’esperienza banale l’obiettivo di Battlefield V è quindi quello di rendere il punto di vista meno scontato, così da raccontare storie “Unseen, Untold, Unplayed”. In questo senso, il precedente capitolo ha aperto le porte a un nuovo tipo di narrazione che ci ha fatto vivere le avventure di tanti diversi personaggi, prendendone le singole parti in un’ecosistema che le sovrasta chiamato Storia. Anche Battlefield V proporrà questo genere di narrativa del gioco singleplayer: ritornano così le War Stories. Il viaggio attraverso gli occhi degli autori volenti o nolenti di questa guerra, ci porterà per le terre ghiacciate della Norvegia, attraverso la distruzione di Rotterdam, nel mezzo delle campagne francesi e infine nei paesi desertici del Nord Africa. Sicuramente non i posti più noti del secondo conflitto mondiale, ma contesti che promettono di riscoprire e raccontare all’interno di un evento storico, la vita e le emozioni delle persone.

 

Questo è però solo uno dei punti che costituiscono il mosaico di Battlefield che per questa iterazione sfoggerà una modalità cooperativa a 5 giocatori, chiamata Combined Arms e il Multiplayer, nelle forme che abbiamo conosciuto in questi anni, con l’evoluzione della modalità Operazioni in una nuova forma chiamata Grand Operations.

La possibilità di riuscire a esprimere se stessi è qualcosa che è stata presa molto seriamente, con l'obiettivo finale di rendere ogni giocatore unico e di permettere a ogni singolo personaggio di raccontare la propria storia attraverso il suo aspetto estetico. Se tutto si limitasse alla sola personalizzazione grafica, i motivi per continuare a giocare e il senso di evoluzione si ridurrebbero rapidamente, proprio per questo motivo è stata dedicata tanta attenzione nel rivoluzionare il sistema di progressione. Mentre è una meccanica comune salire di livello per sbloccare tantissimi equipaggiamenti a cui, spesso, non si è per niente interessati, il team di DICE ha ben pensato di introdurre degli archetipi all'interno delle classi. Ognuno di questi, oltre ad avere una serie di statistiche e determinati perk, avrà un sistema di progressione che ci porterà a sbloccare armi ed equipaggiamenti adatti al nostro stile di gioco. Facendo un esempio, nel caso si scelga la classe d'assalto, potremo scegliere di utilizzare l'archetipo del fucile a pompa che, oltre a essere ovviamente ottimizzato per quel tipo di azione, porterà a una serie di sblocchi specifici per quello stile di gioco, mantenendo quindi alta la voglia di progredire per completare il percorso scelto. Un sistema simile verrà applicato anche ai veicoli, di cui potremo scegliere l'evoluzione livello dopo livello con relativo impatto sul nostro stile di gioco. A completare il sistema di progressione, le sfide giornaliere e alcune sfide speciali (che richiederanno parecchi giorni per essere completate) per sbloccare gli equipaggiamenti più potenti e esclusivi.

Il sandbox di Battlefield V

Una buona fetta della presentazione è stata dedicata a illustrarci i cambiamenti al sandbox. Come già accennato, un ritorno alle origini non significa un passo indietro, ma grazie a tutte le nuove tecnologie è ora possibile creare un'esperienza molto più coinvolgente.

Torna la distruttibilità totale basata sulla fisica. Un carro che investe una struttura ne provocherà il crollo che sarà calcolato in tempo reale e ogni volta sarà diverso. Torna la perforazione dei proiettili per mitragliatrici leggere e torrette: se un gruppo di nemici in una struttura sta bersagliando il vostro carro, il mitragliere di turno potrà fornire una preziosa copertura o abbattere i nemici che si nascondono nell'edificio. Rivoluzionando un po' il sandbox, viene rimossa la maschera antigas di Battlefield 1 e viene introdotto lo strumento di costruzione per ogni giocatore. Grazie a questo, sarà possibile personalizzare le basi o costruirne alcune in determinati punti. Sarà possibile aggiungere difese e piazzare torrette fisse nel caso si voglia difendere un determinato punto della mappa. Lo strumento di costruzione permette anche di piazzare torrette anti-aeree nella mappa oppure di attaccarle a un carro creando un mini convoglio che può difendersi anche dagli attacchi aerei.

Tornando alle origini, spariscono gli indicatori sopra i nemici: gli scontri si baseranno ora sulla sola comunicazione di squadra e capacità di osservazione. Per riuscire a colpire un nemico bisognerà prima individuarlo. A favorire questa dinamica viene in nostro supporto un design delle mappe ricco di dettagli da utilizzare come punti di riferimento e di numerosi elementi che interagiscono con i vari giocatori. L'immersività sarà un elemento chiave di tutta l'esperienza del nuovo titolo DICE. Per esempio, un cecchino che si muove nell'erba causerà lo spostamento della vegetazione diventando molto più visibile in caso si muova. Molta attenzione è stata dedicata alle animazioni, a seconda del materiale su cui si cammina, i soldati adatteranno le loro capacità di movimento. Attraversare di corsa un fiume con l'acqua alta costringerà il nostro soldato ad alzare di più le gambe mentre correre tra le rocce potrebbe portarlo a fare qualche piccola scivolata e così via.

Interessanti anche i cambiamenti fatti alle dinamiche di respawn. Una volta colpiti cadremo a terra e cominceremo a gridare aiuto disperatamente o potremo semplicemente rinunciare e morire. Ora tutti i giocatori possono rianimare gli altri, la differenza con un medico è la velocità di rianimazione e l'effettivo quantitativo di vita ripristinato. Nel caso in cui si muoia in un punto particolarmente pericoloso, gli altri compagni potranno trascinarci fuori dalla battaglia e poi cominciare a curarci. Nonostante siano presenti i kit medici come negli altri capitoli, bisognerà questa volta interagire con essi per curarsi, ma non sarà mai ripristinato il 100% della vita, per cui avremo sempre bisogno di un medico o di un altro compagno per tornare al massimo. La collaborazione con i compagni è quindi più rilevante che mai, tanto che sarà possibile comunicare con loro già dal momento in cui si entra in una lobby, schermata di caricamento compresa

Scritto da Sasha

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