Carceri italiane: non c'è mai fine al peggio

PISTOIA ore 18:42:00 del 11/02/2015 - Genere: Sociale

Carceri italiane: non c'è mai fine al peggio

Carceri italiane: non c'è mai fine al peggio | Analisi imparziale della problematica

La vergogna delle carceri italiane, nel silenzio di tutti i media. Sappiamo benissimo che le carceri sono destinate unicamente ad una determinata fetta della popolazione e comunque i parenti e amici delle vittime non possono pensare ad una vendetta perche' siamo in uno stato di diritto. Anzitutto si dovrebbe pensare al benessere della societa' collettiva: e' un dato di fatto che le carceri come sono strutturate adesso producano criminalita'; uno entra magari a 18 anni per aver rubato un Motorino ed esce con una "istruzione" sufficiente a decidere di fare una rapina a mano armata. Quindi rappresentano un fallimento totale sul piano pratico, morale, sociologico e istituzionale; questo anche per l'agghiacciante menefreghismo dell'opinione pubblica per non dire delle istituzioni.

All'atto pratico nelle carceri italiane viene praticata la tortura fisica e psicologica e onestamente non riesciamo a vedere i vantaggi offerti da tali pratiche immonde; per un paese che si dichiara contrario alla pena di morte un numero di suicidi tanto elevato dovrebbe fare riflettere sulla sua misera condizione. E se sperate che si suicidino personaggi come Izzo o Riina state freschi; quelle sono persone forti che si adattano bene, chi si uccide spesso sono gli elementi piu' deboli e non di rado alla prima incarcerazione.

Sotto questo punto di vista le carceri sono una delle massime vergogne del nostro paese, alimentate certamente dalla frustrazione che la maggior parte dei delinquenti gode di una certa impunibilita'; una forma rieducativa sarebbe indispensabile sia per gli aspetti etici che per quelli pratici. Purtroppo molte delle persone incarcerate non hanno avuto grandi alternative dalla vita; e chi ne ha avute, cioe' chi poteva scegliere realmente di non commettere un reato, quasi sempre e' in condizioni di

Stringendo quindi e' inutile cercare la ritorsione visto che tanto saranno sempre in pochi a pagare e commetteranno di nuovo quello che hanno fatto: e' piu' intelligente pensare di diventare finalmente civili, reprimere gli istinti da bestie e cercare nel possibile di offrire un'alternativa a chi ha sbagliato di modo che non siano davvero piu' un potenziale pericolo per nessuno. Non crediamo che se a un assassino lo si butti in carcere e lo si riempia di botte, quando esce (che tanto esce) abbia subìto una riabilitazione efficace.

Scritto da Gerardo

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