Come le banche creano denaro dal NULLA esentasse, INDEBITANDO Stati

(Genova)ore 17:41:00 del 20/07/2019 - Genere: , Denunce, Economia

Come le banche creano denaro dal NULLA esentasse, INDEBITANDO Stati

COME FUNZIONA L'EMISSIONE DI DENARO DELLE BANCHE - Ma se solo la Bce ha la potestà di creare l’euro, perché si tollera che l’euro venga creato (mediante i prestiti, ndr) dalle normali banche di credito?

COME FUNZIONA L'EMISSIONE DI DENARO DELLE BANCHE - Il privilegio di emettere moneta “scritturale”, al di fuori di ogni legge che lo consenta (e anzi, contro l’articolo 128 del Trattato di Lisbona, che riserva la creazione dell’euro alla sola banca centrale) è stato di fatto preso dai banchieri privati, che godono della copertura delle autorità monetarie, e che in Italia ogni anno emettono mediamente 1.000 miliardi di moneta “scritturale”, denominandola “euro” – e non potrebbero farlo, perché violano il monopolio della Bce. La copertura, la protezione di questo privilegio (che in fondo è l’infrastruttura fondamentale del nostro sistema socio-economico) viene assicurata dalla Banca d’Italia.

COME FUNZIONA L'EMISSIONE DI DENARO DELLE BANCHE - Ma se solo la Bce ha la potestà di creare l’euro, perché si tollera che l’euro venga creato (mediante i prestiti, ndr) dalle normali banche di credito? E’ una situazione di totale illegalità, contraria al diritto. Viene tollerata perché proprio il privilegio è il fondamento del potere politico-economico. I cittadini che si mettono a loro volta a creare moneta “scritturale”, contro cui di scaglia la Banca d’Italia, in realtà fanno esattamente quello che fa il sistema bancario privato.

Solo che i cittadini, essendo il popolo (che deve essere sfruttato, spremuto e represso) non hanno la copertura delle autorità monetarie. Mentre il cartello bancario privato, che possiede le banche centrali – ne possiede le quote e ne nomina i dirigenti – Marco Della Lunaquella copertura ce l’ha: ha la “legittimazione illegittima” delle autorità monetarie. Se anche venisse legittimata la creazione di euro “scritturali” da parte delle banche private, si avrebbe un grande beneficio: emergerebbe infatti un reddito, ora sommerso, di circa 1.000 miliardi all’anno, in Italia.

Il che vorrebbe dire un gettito fiscale di circa 220 miliardi all’anno in più, per lo Stato, e il risanamento di tutti i bilanci bancari – quindi il pagamento di tutte le azioni e le obbligazioni convertibili, il recupero dei risparmi (e naturalmente, anche più soldi per gli investimenti produttivi e per le famiglie). Però non ne parlano, i nostri economisti mezzo-eretici, antisistema solo a metà. Penso a Borghi, Bagnai, Rinaldi e altri: non parlano mai, di questo. Raccontano solo una parte della storia: quella meno pericolosa, meno destabilizzante.

COME FUNZIONA L'EMISSIONE DI DENARO DELLE BANCHE - Ogni banca ordinaria in effetti potrebbe prestare solo un po' meno dei soldi che le vengono depositati, perché la banca centra le per motivi di sicurezza le impone di versarne almeno una quota in riserva. Tuttavia, già prestando ad altri il rimanente, aumenta per quella parte, dell'80% ed oltre, il denaro virtualmente esistente: perché chi ha depositato denaro nel suo conto corrente considera di averlo, potendone disporre in qualunque momento, mentre appunto l'80% o anche più del deposito è stato prestato nel frattempo a terzi, che al tempo stesso come lui ne dispongono riaprendo con un altro conto bancario lo stesso processo. Il passaggio di assegni senza contante da una banca all'altra e da un deposito all'altro crea di fatto moneta bancaria per degli importi, che vengono decuplicati anche se l'entità del circolante resta immutata. Sono, come abbiamo già visto, delle operazioni a rischio limitato perché previsto dall'esperienza, secondo cui mai i depositanti ritirano simultaneamente tutti i loro denari. Si alimentano situazioni di movimento di cui il sistema bancario ragionevolmente si fida, così come noi ci fidiamo ad andare in aereo pur sapendo d'esser sorretti dalla velocità e che non ci si potrebbe fermare per aria senza atterrare o cadere.

In base alla stessa logica si sono sviluppate le banche centrali, prestando soldi dei governi (cioè monete d'oro e d'argento del re o della repubblica) ai governi e ottenendo da loro l'autorizzazione a raddoppiarli mettendo in circolazione altrettanti biglietti di banca garantiti dai governi stessi. Il modello venne lanciato poco più di trecento anni fa, nel 1694, da William Paterson, che creò la Banca d'Inghilterra raccogliendo soci intorno a un prospetto in cui prometteva, come leggiamo ripetuto con indignazione nei Cantos di Pound, di lucrare due volte interessi, una prima volta prestando denaro sonante al re, che lo avrebbe poi restituito pagandoci un primo interesse, e un'altra volta prestando al pubblico altrettanti pezzi di carta, cioè del denaro creato appunto «dal nulla».

Chi ne aveva bene individuato sin dal secolo scorso il carattere truffaldino era stato verso la fine del primo libro de Il Capitale Karl Marx in un passo che gli stessi marxisti, attirati piuttosto dal problema del «plusvalore» che si produce nell'economia reale sottraendolo ai lavoratori, hanno un po' trascurato:

Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l'accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra (1694). La Banca d'Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all'otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d'Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l'altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all'ultimo centesimo che aveva dato?

Scritto da Carmine

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