Crisi: la dura vita dei giovani disoccupati

FORLI' (Forli Cesena)ore 11:12:00 del 07/02/2015 - Genere: Economia, Sociale

Crisi: la dura vita dei giovani disoccupati

Crisi: la dura vita dei giovani disoccupati | Rubrica lavoro del blog di informazione Italiano Sveglia

Giovani e mondo del lavoro. Questo passo è il più importante della nostra vita, soprattutto quando ognuno di noi si ritrova ad aver finito il percorso di studi, sia quello delle superiori, sia universitario. Ed è proprio questo il momento più delicato della nostra esistenza, perché il lavoro scarseggia (disoccupazione giovanile al 50%). A dir la verità il lavoro manca per tutti, non solo per i giovani. Ci sono persone di 40, 50 anni che hanno perso il lavoro perchè la ditta ha chiuso e oggi come si ricollocano sul mercato del lavoro? Chi prenderebbe una persona a lavorare di 50 anni? Una persona che comunque ha delle responsabilità nei confronti della propria famiglia.

Per i giovani ovviamente il discorso è ingigantito perchè siamo in una fase di aumento della disoccupazione e non hanno esperienza. Diciamo che per un'azienda sarebbe meglio poter lasciare a casa un vecchio lavoratore per assumere un nuovo. Costa di meno e ti fa lo stesso lavoro. Però il “vecchio” ha una legislazione a suo favore. Non è facile lasciare a casa uno che ha un'anzianità di diversi anni, ci sono leggi che lo tutelano. I sussidi per i disoccupati non ci sono (o ci sono in minima parte) per una ragione semplice, non ci sono soldi. Del resto l'italia ha una popolazione sempre più vecchia e soprattutto ha una percentuale di persone che lavorano (cioè quelli che producono reddito e pagano le tasse) molto bassa rispetto alla popolazione che non produce reddito (pensionati, disoccupati e via discorrendo). In sostanza una persona che lavora non ce la fa a mantenere altre due persone che non lavorano.

Il problema italiano poi è anche un altro. Una scuola e un'università da paese del terzo mondo. Giovani ignoranti nel vero senso della parola cioè ragazzi anche volenterosi, per l’amor di dio, ma che proprio non sanno nulla (colpa da dividere al 50% con i propri insegnanti). Questo chiaramente non è solo colpa dei ragazzi, ma delle scuole che proprio non danno nemmeno il minimo indispensabile.

La formazione ha un costo è evidente ma è altrettanto evidente che il costo di un neoassunto che non sa nulla e va formato è minore del costo di un assunto già bello che formato che strappi alla concorrenza. Eppure in questo periodo non si assume nessuno, nè formato nè da formare. Se l’Italia capisse che la formazione è la cosa più importante in un paese, tanti problemi si risolverebbero all’istante. In GerMania per corsi specialistici di formazione (ad esempio l’utilizzo corretto di internet) le famiglie dei giovani sono disposte a pagare anche 5000 euro per dare delle competenze ai propri figli.

Cosa ne pensi della situazione lavorativa italiana? Credi sia giusto che lo Stato non dia la possibilità ai meritevoli di emergere?

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Scritto da Gerardo

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