Dal 1 luglio il Fisco Pignora direttamente: come difendersi

(Bari)ore 08:47:00 del 06/06/2017 - Genere: , Denunce, Economia

Dal 1 luglio il Fisco Pignora direttamente: come difendersi

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà aggredire direttamente il conto corrente del contribuente debitore senza passare per il giudice

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà aggredire direttamente il conto corrente del contribuente debitore senza passare per il giudice

di Lucia Izzo - Dal primo luglio di quest'anno, dopo l'addio ad Equitalia, entra in azione il nuovo ente del fisco ossia l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, come stabilito dal decreto legge del 22 ottobre 2016, n. 193 (successivamente convertito nella Legge 225/2016) recante "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili".

Nonostante l'ufficiale abolizione delle società del gruppo Equitalia, tuttavia, il suo sostituto si prospetta essere ancor più "aggressivo" nelle procedure di recupero crediti, in quanto, a differenza del predecessore, ha dalla sua maggiori poteri di indagine che si concretizzano dell'accesso alle banche dati degli enti creditori.

In caso di conto cointestato, di norma, le somme non possono essere pignorate direttamente (per approfondimenti: Le cose che il fisco non ti può pignorare) in quanto si presumono divise in parti uguali tra i titolari del conto e, quindi, non in possesso del solo debitore, con il rischio che un'aggressione in toto potrebbe coinvolgere un incolpevole soggetto terzo.

Di norma, il normale creditore che desidera soddisfare la propria pretesa inadempiuta procedendo al pignoramento presso terzi, ad esempio l'istituto bancario, deve attivare una procedura che si conclude con un'autorizzazione del Tribunale. Se il creditore è il Fisco, invece, la situazione nei prossimi mesi è destinata a cambiare.

Il pignoramento del conto corrente

Dal prossimo primo luglio il pignoramento del conto corrente in presenza di debiti fiscali o cartelle esattoriali, diventerà più facile e veloce.

Il nuovo strumentale dell'Agenzia delle Entrate, infatti, avrà a sua disposizione l'accesso alla banca dati dell'Anagrafe Tributaria, potendo poi aggredire direttamente il conto corrente, nonché a quella dell'INPS, con possibilità di conoscere i dati relativi al rapporto di lavoro, per poter eventualmente procedere al pignoramento di stipendio, pensione, indennità ecc. in materia diretta e senza passare per il giudice.

Questa possibilità era concessa in precedenza al solo ente accertatore, ossia l'Agenzia delle Entrate, mentre non ne aveva accesso quello addetto alla riscossione. Le introdotte modifiche andranno a realizzare una forte accelerazione dei tempi di riscossione poichè l'ente, dopo la notifica della raccomandata con cui si richiede il pagamento e bypassando l'autorizzazione del giudice, potrà pignorare direttamente le somme e rigirarle al Fisco.

In pratica, dopo la notifica della cartella di pagamento, che rappresenta un atto esecutivo al pari del precetto, non sarà richiesta la necessaria citazione in giudizio del debitore e la successiva udienza, sicché l'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà procedere direttamente, trascorsi 60 giorni dalla notifica e in caso di inadempimento, inviando alla banca l'atto di pignoramento ancor prima di notificarlo all'interessato.

Il contribuente verrà ulteriormente invitato al pagamento e, se questo non avviene entro i successivi 60 giorni, il fisco chiederà alla banca il versamento dell'importo del debito, senza l'intervento di alcun provvedimento giudiziale.

Per evitare tali conseguenze, il contribuente potrà presentare entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, una richiesta di rateizzazione. Accettata la sua richiesta e dopo aver ottenuto il pagamento della prima rata del piano di ammortamento sarò possibile presentare richiesta di sblocco del conto corrente.

Da: QUI

Scritto da Luca

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