Death Stranding, recensione

(Mantova)ore 13:43:00 del 15/06/2016 - Genere: Videogames

Death Stranding, recensione

Annunciato da Andrew House come uno dei più grandi game designer dell'industria, l'autore di Metal Gear si è aperto in un sorriso soddisfatto, quasi a scherzare con il pubblico su quei rapporti tesi con Konami che, nei mesi precedenti, lo avevano tagliato

Il trailer, come era prevedibile visto che il progetto è ancora molto giovane, non ci ha dato un'idea di come funzionerà il gameplay dell'opera, ma ci ha introdotto alle sue tematiche: il futuro dipende da noi, dalla generazione che in questo momento sta calcando il pianeta. Quando il protagonista, interpretato da Norman Reedus, si vede sparire di dosso il suo bambino, si trova in un mondo in rovina, sommerso dal petrolio e dalla moria, dove effettivamente lo spazio per le nuove generazioni non c'è.

La prima pietra è stata posata oggi, e siamo impazienti di vedere il resto.

Qualche tempo fa, durante un'intervista, lo stesso game designer dichiarò di sentire su di sé tutta l'ansia di un grande progetto completamente nuovo prodotto per Sony, con la quale ha da sempre ottimi rapporti, ma di essere fortemente motivato a fare del suo meglio, anche e sopratutto dopo le polemiche che sono sorte in seguito alla release di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, risultato purtroppo incapace di fare pienamente breccia nel cuore dei fan della serie. Una storia che però appartiene al passato, visto Kojima e Metal Gear non sono più la stessa cosa e che, a domanda posta in merito, lo stesso leader di Kojima Productions ha precisato che "ora lavoro ad un nuovo gioco, uno tutto nuovo." E la speranza dei fan è che, dopo il successo della sua saga storica che, insieme a lui, è entrata nell'Olimpo del mondo dei videogiochi, Hideo Kojima sia pronto a ripetersi.

La nuova Kojima Productions

In merito al gameplay, il game designer si è sbilanciato davvero pochissimo, facendoci solo sapere che il gioco sarà un action, non sarà open world e dovrebbe piacere ai fan di The Division e della serie Uncharted. Indizi che suonano quasi difficili da mettere insieme, e che non possono che lasciarci impazienti di scoprire quali saranno le meccaniche di questa nuova avventura.

FONTE: SPAZIOGAMES

Il futuro è nelle nostre mani

Ora, a capo della sua stessa Kojima Productions, spalleggiato proprio da Sony, ecco che il visionario game designer ci ha dato un assaggio del nuovo mondo al quale sta lavorando, con la sua solita ed inconfondibile intensità: Death Stranding.

Sappiamo che Death Stranding sta venendo realizzato da un team di circa cento persone e che, per riuscire a dare il meglio di sé, il game designer ha girato numerose software house del mondo, a caccia delle migliori tecnologie che potessero supportarlo. Tra i membri del suo team, Kojima ritrova l'iconico artista Yoji Shinkawa e Ken-ichiro Imaizumi, che l'hanno seguito dopo il divorzio da Konami.

Si è presentato così, Hideo Kojima, sul palco della conferenza Sony, dopo averci detto a più riprese, nei mesi scorsi, che "è troppo presto. Il mio nuovo gioco? No, no, c'è da aspettare un po'". Annunciato da Andrew House come uno dei più grandi game designer dell'industria, l'autore di Metal Gear si è aperto in un sorriso soddisfatto, quasi a scherzare con il pubblico su quei rapporti tesi con Konami che, nei mesi precedenti, lo avevano tagliato fuori dai palcoscenici internazionali, arrivando perfino alle polemiche dei The Game Awards che tutti ricorderete, quando venne di fatto impossibilitato a ritirare le statuette assegnategli come premio.

Una tematica che si promette forte, e che sposa le parole che Kojima pronunciò qualche mese fa durante un'intervista, quando dichiarò che, con il suo nuovo progetto, voleva raccontare una storia fortemente drammatica e significativa, perché è ciò che le persone si aspettano da lui. Nella stessa occasione, Kojima fece sapere anche che si occuperà con tutta la minuzia del caso anche del gameplay, quando spiegò che "storia o gameplay? Entrambi. Voglio creare qualcosa che dia tanta libertà e interazione. Come ho fatto in passato, voglio creare qualcosa che abbia una storia molto forte, molto drammatica. È questo che le persone vogliono da me, ed è questo quello che io faccio. Sarebbe più facile se potessi concentrarmi solo su uno o sull'altro, ma le persone, da me, li vogliono entrambi." Promesse che dovrà ovviamente mantenere, vista anche la partnership già citata con Sony, che lo ha convinto a lavorare su un titolo AAA sebbene, inizialmente, dopo l'addio a Konami, avesse pensato di lanciarsi in progetti più piccoli e disimpegnati.

Sebbene Kojima abbia affermato di non voler ancora riferire quale sia l'engine third-party con cui è realizzato il gioco, è interessante notare come il suggestivo trailer, come da lui precisato sul palco, sia interamente in-engine. La qualità è notevole, sopratutto, negli scenari, mentre la recitazione di Reedus, ritrovato dopo il crollo del progetto Silent Hills, non ha bisogno di presentazioni, e riesce attraverso l'engine ad esprimere pienamente le forti emozioni di cui il trailer è pregno.

I'm back.

Scritto da Alberto

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