Demon's Souls, anteprima

(Campobasso)ore 19:33:00 del 08/12/2017 - Genere: , Videogames

Demon's Souls, anteprima

La morte è la vera dea di quel reame malato, inghiottito dalla nebbia, soffocato dal putridume, dalla paura, dalle ambizioni di uomini e mostri.

No one wishes to go on..." - Re Allant

Strisciando come un verme, infimo e spregevole, corrotto dalla sua deformità, il sovrano di Boletaria, con gli ultimi scampoli d'umanità, pronuncia una sentenza che racchiude in sé l'"anima" stessa di Demon's Souls: "Nessuno vuole continuare a vivere". La morte è la vera dea di quel reame malato, inghiottito dalla nebbia, soffocato dal putridume, dalla paura, dalle ambizioni di uomini e mostri. La vita è un soffio di vento destinato ad affievolirsi, una fiammella in procinto di estinguersi, un grido sordo e solitario, che si mescola e si confonde nel caos.

Si muore da soli, nelle lande di Demon's Souls: tra il silenzio delle roccaforti del Palazzo del Re, tra i lamenti della Torre di Latria, gli spiriti si allontanano dal corpo lasciando solo una pozza di sangue, un miserabile residuo della loro essenza. E nessuno, lì intorno, osa battere ciglio. Ma se è vero che dinanzi alla dipartita ci troveremo persi, privi di qualunque compagno, il nostro inevitabile destino può essere affrontato insieme ad un altro, sciocco e impavido viandante.

La possibilità di evocare lo spettro di un eroe, di leggere i messaggi di altre vittime, impressi a fuoco sulla pietra, e persino di fronteggiare un invasore ostile ha da sempre instillato nell'universo di Demon's Souls una parvenza di "esistenza": in mezzo a quel cimitero virtuale, la presenza di altri giocatori, in qualche modo, riusciva a rassicurarci, a farci sentire parte di un mondo ancora "pulsante", speranzoso, vivo.

Tuttavia, il prossimo 28 febbraio, a nove anni dalla sua nascita, Demon's Souls chiuderà definitivamente i cancelli dei suoi server online. Viene sancita così la fine di un'era ed il tramonto del regno di Boletaria, un luogo dove la sconfitta torna ancora una volta protagonista assoluta, nella piena, incessante solitudine della morte.

Dove le anime hanno origine

È indubbio che Demon's Souls sia un'opera impietosa e sadica, il parto spietato di uno studio di sviluppo desideroso di mettere a dura prova la pazienza e la sanità mentale dei giocatori. Il pregio del capolavoro di FromSoftware risiede però non tanto nella sua spiazzante difficoltà, quanto nell'aver saputo contestualizzare alla perfezione la propria ferocia: il mondo fantasy che il team ha imbastito e le lugubri terre che ha seminato sono infatti la diretta conseguenza di un'iconografia medievale declinata in chiave dark, in cui la costante paura di essere sopraffatti e l'incessante insicurezza sono parte integrante (ed inseparabile) dell'aria che respiriamo.

Nelle mani di un genio come Hidetaka Miyazaki, Demon's Souls porta a compimento un percorso artistico e creativo iniziato nel 1994 con King's Field. Più che un seguito spirituale, il figliol prodigo dell'autore giapponese ne è infatti una naturale evoluzione: ritroviamo così una simile atmosfera sanguinolenta e pestilenziale, la medesima sensazione di abbandono, e la stessa estetica cavalleresca, ridipinta con tonalità cupe e perverse. FromSoftware, ormai dieci anni fa, non ha inventato dal nulla un'epica di stampo "soulsiano", ma l'ha solo rielaborata, estremizzandone i concetti e dando vita ad un "nuovo", oscuro medioevo, dove non esistono scintillanti corazze ma solo rugginose armature, non cavalieri in groppa a bianchi destrieri, ma smunte e scarnificate pedine sacrificabili, che non conosceranno mai alcuna gloria.

Viaggio nel Nexus 
Le terre di Boletaria si presentano divise in cinque mondi accessibili dal Nexus. Quest’ultima ambientazione fa da hub, raccogliendo la maggior parte dei mercanti e gli istruttori del gioco, presso i quali aumentare le proprie caratteristiche e migliorare l’equipaggiamento.

Una volta sconfitto il primo boss si avrà libero accesso a tutti i mondi di gioco, fattore che permetterà al giocatore di decidere liberamente in che ordine affrontare le diverse sfide. Il level design delle ambientazioni, perlopiù lineare, si allinea agli stilemi del dungeon crawling: alternando con buona cadenza ambientazioni aperte e chiuse, i livelli offrono una serie di incontri predeterminati con nemici dotati di pattern d’attacco ed equipaggiamento differenti i quali attaccheranno talvolta da soli, talvolta in gruppo. Tener loro testa sarà una questione di riflessi, conoscenza delle peculiarità della propria classe e memorizzazione delle sequenze d'attacco, le quali si accompagnano ad animazioni tanto ben realizzate quanto facilmente distinguibili l’una dall’altra. Questo, unito al precisissimo sistema di controllo, genera un combattimento tattico di grande spessore, una sorta di partita a scacchi dove ogni piccolo errore può avere enormi conseguenze, senza contare una sensazione di perenne incertezza ed inquietudine che vi accompagnerà per tutto il vostro lungo viaggio. 
Pad alla mano, le sensazioni restituite dai controlli dei Demon’s Soul sono immediate e molto precise: colpo rapido e potente, schivata e parata rappresentano l’ABC del combattimento in mischia, cui va aggiunta una potentissima contromossa attivabile alla pressione del grilletto sinistro durante un attacco nemico: inizialmente difficile da padroneggiare, questa si rivelerà fondamentale per liberarsi velocemente degli avversari. Le classi addestrate all’uso degli incantesimi avranno necessità di un catalizzatore per lanciarli, una sorta di bacchetta da stringere nella mano principale, concedendo così la possibilità di stringere uno scudo nell’altra. Come anticipato in precedenza infatti, il concetto di classe pura in Demon’s Soul non esiste, permettendo anche ai caster di utilizzare armi da mischia e proponendo classi miste. Molto importante per i combattenti dalla distanza è il lock sui nemici ottenibile con la pressione dell'analogico destro: seppur efficace quando il nemico si trova di fronte al giocatore, in seguito a ribaltamenti delle posizioni o schivate la telecamera rimane agganciata al bersaglio con effetti talvolta disorientanti. 
Se già gli incontri con i nemici standard possono sempre riservare imprevisti, le cose si fanno ancora più serie durante le boss fight: combattute in spazi chiusi, esse mettono il giocatore nella sgradevole condizione di dover memorizzare “al volo” i differenti pattern di attacco ed i punti deboli del nemico, evitando allo stesso tempo attacchi che sono perlopiù in grado di mettere KO in un istante. Sangue freddo, improvvisazione ed un buon istinto saranno assolutamente fondamentali, unitamente ad una buona dose di pazienza in caso di ripetuti fallimenti. 
Scoprendo Boletaria 
Il level design proposto da Demon’s Soul varia abbondantemente la sua offerta nel passaggio da una porzione di mondo all’altra: seppur apparentemente lineari, le ambientazioni offrono molti percorsi alternativi e segreti da scoprire, alcuni dei quali dipendenti dal concetto di tendency: sotto questo nome si nasconde infatti un’interessante caratteristica del concept del gioco, che prevede la raccolta di informazioni sulle prestazioni del giocatore e, nel caso si sia connessi ai server onine, di quelle degli altri user in quel momento attivi. La somma di questi dati restituirà una tendency bianca o nera per la porzione di mondo in cui ci si trova, aprendo o chiudendo certi percorsi, rendendo i nemici più o meno deboli ed il lootconseguentemente ricco o scarso. Il numero di resurrezioni è uno degli elementi fondamentali di questa equazione, nella misura in cui più si muore, più il mondo di gioco diventa ostile nei confronti del giocatore. A nemici più forti ed agguerriti corrisponderà tuttavia un loot più ricco, rendendo talvolta appetibile questa opzione. Nel complesso una meccanica interessante, la cui comprensione è importante per coloro a cui interesserà esplorare e comprendere Boletaria in ogni suo aspetto, ma che andrà ad influenzare inevitabilmente l’esperienza di ogni giocatore. 
Online rivoluzionario 
Per quanto Demon's Soul permetta a chi ha un account Playstation Network di collegarsi costantemente ai server di gioco, non si può parlare di un comparto online tradizionale. Il particolare concept elaborato dai ragazzi di From Software prevede infatti alcune interessanti integrazioni del tutto originali. La prima è la possibilità di lasciare messaggi in qualunque punto, i quali appariranno direttamente nei livelli sotto forma di scritte luminose leggibili alla pressione del tasto X: utilizzando un menu che permette di comporre frasi partendo da un vocabolario predefinito, i giocatori possono così scambiarsi importanti informazioni riguardo a nemici nascosti, trappole, segreti e tattiche per sconfiggere i boss. A questo si aggiungono le macchie di sangue: esse rappresentano il punto di morte di altri giocatori connessi ai server, e permettono al tocco di osservare i loro ultimi secondi di vita sotto forma di spiriti: anche queste si rivelano utilissime, rivelando con anticipo alcuni incontri e letali trappole. Meno utile, ma comunque affascinante, è la possibilità di scorgere gli spiriti degli altri giocatori anche durante il normale gameplay, i quali appaiono sotto forma di spettri semitrasparenti ricordandoci che, in qualche modo, non siamo mai soli. A questo vanno aggiunte le limitate possibilità di cooperativa e player versus player, le quali dipendono dall'utilizzo di determinati oggetti rinvenuti nel mondo di gioco, disponibili in quantità relativamente scarse: essi permetteranno occasionalmente di cooperare nell'abbattimento di un boss (fino a quattro i giocatori supportati), oppure di "invadere" il mondo di altri giocatori con l'obbiettivo di dar loro la caccia. Molti sentiranno la mancanza di una cooperativa più libera ed elastica, ma va detto che parte dell'atmosfera di gioco verrebbe vanificata dalla possibilità di affrontarlo in compagnia

Scritto da Alberto

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