Donkey Kong Country Tropical Freeze, recensione

(Milano)ore 23:23:00 del 20/04/2018 - Genere: , Videogames

Donkey Kong Country Tropical Freeze, recensione

La natura hardcore del gameplay aveva abbracciato una varietà di nemici, ambientazioni e lampi di game-design notevoli, catturando in quel vortice di prova e riprova tutti i giocatori amanti dei platform e delle sfide vecchia scuola.

Quando c'è di mezzo Donkey Kong non si può scherzare. Dietro una vena ironica e un coloratissimo mondo scimmiesco, si nasconde uno dei platform più difficili di questa generazione videoludica: un frullato energetico di banane dal sapore intenso, che ha bisogno di ore e ore di digestione e di uno stomaco veramente forte per essere assimilato a dovere. Se fosse uscito qualche mese fa avremmo detto il "dark souls dei platform", anche se questo titolo è stato già assegnato alla remastered/remake di Crash Bandicoot.

Quasi a non volerlo fare apposta, anche Donkey Kong Country: Tropical Freeze su Nintendo Switch è un recupero del passato, perchè il titolo uscì qualche anno fa, nel 2014 per la precisione, sulla sfortunata console Nintendo Wii U e anche in questo caso sembra ci siano tutte le carte per aspettarsi un ritorno in grande stile.

Donkey Kong is back to Switch

Molti giocatori ricordano, Donkey Kong Country: Tropical Freeze come un gran titolo, anche se per l'esclusività su Wii U non hanno mai avuto occasione di giocarlo, perchè nonostante il numero limitato di vendite la critica fu unanime nel premiare qualità dei contenuti, che era di primissimo livello. La natura hardcore del gameplay aveva abbracciato una varietà di nemici, ambientazioni e lampi di game-design notevoli, catturando in quel vortice di prova e riprova tutti i giocatori amanti dei platform e delle sfide vecchia scuola.

Su Switch, però, la base d'utenza è di molto maggiore rispetto a quella della precedente console Nintendo e la possibilità che essa sia andata ad aprirsi a un pubblico un po' più casual è elevatissima. Per questo motivo in Nintendo hanno pensato bene che fosse giunto il momento di aggiungere una modalità in grado di dare un "aiutino" al giocatore alle prime armi, senza snaturare l'offerta del gioco. 

Al netto di una forma sempre splendida, e se possibile valorizzata ancora di più (le scelte stilistiche in alcuni livelli sono sempre mozzafiato, oggi come quattro anni fa), Donkey Kong Country: Tropical Freeze presenta una modalità di gioco inedita, pensata proprio per chi non è avvezzo alle difficoltà più elevate o, semplicemente, vuole alleggerire un po’ la stazza e la fisicità dello scimmione preferito da tutti i videogiocatori. Sto parlando del Funky Mode, modalità grazie alla quale approcciare Donkey Kong Country: Tropical Freeze senza il terrore dell’inquisizione spagnola, o del ricovero per infarto quando sbagliate di un pixel l’ultimo salto. Grazie al Funky Mode, infatti, tutti i personaggi hanno un cuore in più rispetto alla modalità classica, così da garantire un margine d’errore un po’ più ampio. O, in generale, prendendo la faccenda degli sbloccabili con più calma. In questa modalità, per esempio, le lettere K-O-N-G non devono necessariamente essere trovate in un’unica run, ma vengono salvate singolarmente a ogni playtrough. Inoltre, i vari boost acquistabili nel negozio costano un po’ meno e i loro vantaggi sono più marcati rispetto alla modalità classica (un cuore in più, aria infinita per respirare sott’acqua, un aiuto per trovare i collezionabili e molto altro).

A proposito del negozio, la modalità Funky è tale proprio perché, a differenza della classica, ci permetterà di utilizzare anche Funky Kong, il gestore del negozio, nonché cugino californiano di Donkey, che in qualità del più figo del paese può fare un sacco di cose con la calma dei forti, senza scomporsi e rimanendo sempre cool. Già, perché non solo Funky Kong ha 5 cuori a disposizione, ma racchiude in sé tutte le caratteristiche extra garantite da Diddy, Cranky e Dixie, ovvero gli abituali compagni di merende di Donkey. Funky può respirare sott’acqua, rotolare all’infinito senza stordirsi e, grazie alla tavola da surf, non subisce danni dalle spine e gestisce meglio i salti. Insomma, bella vita.

IN DUE È MEGLIO Detto comunque che la modalità Funky mantiene un gustoso livello di sfida senza edulcorare la formula originale, va anche aggiunto che tutte le modalità e i 60 livelli di Donkey Kong Country: Tropical Freeze hanno la possibilità di essere affrontati in due giocatori, drop-in drop-out, laddove il gioco dà forse il meglio di sé. Affrontare un mondo ricco di asperità spalla a spalla con qualcuno che può aiutarci coi salti e gli ostacoli (o scoprendo insieme a noi i mille segreti di cui è costellato il gioco) è davvero una possibilità da non lasciarsi sfuggire, soprattutto considerando che Nintendo Switch è deliziosamente fatto apposta per questa eventualità. E se non vi convinco io, forse lo farà la splendida animazione idle in cui Donkey e il suo compagno di turno si siedono, tirano fuori la console portatile, e imbracciano un Joy-Con a testa. De-li-zio-so.

Scritto da Samuele

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