Doom VFR, anteprima

(Milano)ore 08:37:00 del 14/12/2017 - Genere: , Videogames

Doom VFR, anteprima

Ancora una volta ad essere invasa è una stazione di ricerca dove un varco infernale da libero sfogo alla proliferazione di creature demoniache e assassine.

I demoni tornano ad infestare Marte e, nei panni del solito sconosciuto, saremo chiamati a debellare nuovamente questa minaccia. Ancora una volta ad essere invasa è una stazione di ricerca dove un varco infernale da libero sfogo alla proliferazione di creature demoniache e assassine. Come unici sopravvissuti della base il nostro compito sarà quello di sopravvivere eliminando quante più mostruosità possibili.

La storia di un FPS arena è spesso lontana da un filone narrativo di logica e sembra sempre un pretesto per scoprire nuove aree e giustificare lo sterminio di massa di numerosi avversari.

Quella di Doom VFR non fa eccezione e infatti, nelle 3 ore scarse che servono per raggiungere la fine della campagna, il gioco ci porta a visitare diverse zone della stazione infestata, eliminando orde di avversari fino a raggiungere l’inevitabile battaglia finale. La longevità del gioco non è eccezionale, specie se avete familiarità con la saga, e infatti il titolo viene venduto al prezzo ridotto di 30 euro. Al contrario di Skyrim VR, che è a tutti gli effetti un gioco completo, Doom VFR sembra la modalità virtuale di Doom, solo venduta separatamente.
Ad ovviare al problema della longevità, ci sono dei piccoli extra nascosti come sfide a punteggio e minigiochi. Inoltre sarà possibile sbloccare delle battaglie contro orde di avversari nei livelli offline la Sala dei Dannati e la Torre di Babele.

Doom VFR riprende dal titolo del 2016 le meccaniche di gameplay, che rimangono essenzialmente invariate. Una delle poche novità introdotte consiste nella modalità in cui avviene l’esecuzione finale dei nemici storditi: adesso basta infatti telestraportarsi su di loro per farli scomparire in un bagno di sangue. Il più grande cambiamento, però risiede nello schema di comandi, ed è qui che sorge quello che è, forse, il più grande problema del gioco.

Con due Playstation Move, gli spostamenti del protagonista sono affidati al teletrasporto: basta guardare in una direzione e premere l’apposito tasto per teletrasportarsi immediatamente nel punto prescelto. E’ possibile anche fare brevi scatti in ogni direzione grazie ai tasti del Move sinistro, movimenti essenziali durante le fasi di combattimento. Il problema, però, è l’assenza di un metodo per riposizionare la schermata nel punto in cui si sta guardando. Questo costringe a movimenti fin troppo macchinosi che rischiano di diventare un serio impedimento nelle situazioni più concitate che, come saprete, in Doom non scarseggiano di certo. La tentazione è quella quindi di affidarsi al classico Dualshock 4, che permette invece di muoversi liberamente tramite l’analogico sinistro e di ruotare la visuale a piacimento tramite quello destro. Ovviamente, però, questa scelta va ad influire sull’immersività, andando ad inficiare su quella che dovrebbe essere la vera attrattiva di questo Doom VFR

Superati questi difetti, il gioco è in grado di regalare un’avventura che offre lo stesso divertimento di quella vissuta un anno fa. Purtroppo, però, si tratta di un divertimento destinato a durare poco e, soprattutto, a sapere di già visto. A differenza di quanto accaduto con Skyrim, qui non siamo di fronte ad una traduzione esatta di quanto visto sui nostri schermi un anno fa: Id Software ha infatti deciso di mescolare le carte in tavola, proponendoci un’esperienza che risulta contemporaneamente nuova e vecchia, con una forte tendenza verso il secondo dei due aggettivi. Infatti, gli sviluppatori hanno deciso di riutilizzare parte delle ambientazioni di Doom 2016, aggiungendo però nuovi frammenti e cambiando alcune sezioni. Come abbiamo detto, si tratta anche di un’esperienza breve: la durata di Doom VFR, infatti, si attesta tra le due e le quattro ore di gioco, una cifra irrisoria se confrontata con quella del gioco originale. Va riconosciuta però l’onestà e la coerenza di Bethesda nel proporre il gioco ad un prezzo budget di 30€, che va quantomeno ad alleviare un difetto che, altrimenti, avrebbe potuto essere molto più incisivo sul giudizio finale. In ogni caso, l’ammontare di ore di gioco può fluttuare grazie alla presenza di più livelli di difficoltà e degli immancabili collezionabili, che potrebbero convincervi ad affrontare nuovamente l’avventura

Scritto da Carmine

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