EXPENSIVE CHAT, piu' scrivi piu' paghi: puo' funzionare?

(Roma)ore 19:46:00 del 09/03/2019 - Genere: , Internet, Tecnologia

EXPENSIVE CHAT, piu' scrivi piu' paghi: puo' funzionare?

La chat fa pagare un cent per ogni carattere. La piattaforma lanciata da un programmatore olandese non nuovo alle provocazioni online

COME ci comporteremmo se ogni messaggino che spediamo in una delle tante chat che usiamo, per esempio WhatsApp, fosse a pagamento? Cambieremmo atteggiamento, scriveremmo di meno, ci limiteremmo all’essenziale? Questo il punto di partenza della curiosa “Expensive Chat”, una piattaforma appena messa in piedi dal programmatore Marc Köhlbrugge.

Che cos’è? Una chat in cui si paga un centesimo per ogni carattere, cioè ogni lettera o altro elemento, incluso in una conversazione. Con tanto di etichetta del costo applicata a ogni nuvoletta contenente il testo.
 
Ma di cosa si tratta esattamente? Una provocazione, un esperimento, un modo facile per far soldi su chi abbocca troppo facilmente? Un po’ tutto questo messo insieme: “È un esperimento sociale per vedere cosa succede in una chat quando non è gratuita per tutti ma ogni messaggio costa denaro vero” ha spiegato lo sviluppatore olandese nel tweet con cui ha lanciato la bizzarra proposta. Al momento sono già stati spesi quasi 400 dollari da una serie di utenti e non è difficile contarne anche più di cento collegati in contemporanea. Il payoff del sito è piuttosto chiaro: “Spendere soldi per chattare con degli sconosciuti che spendono soldi per chattare con degli sconosciuti”.
 
Se è fondamentalmente un “modo per fare soldi”, come il creatore ha spiegato al sito Motherboard, è altrettanto vero che dietro c’è un progetto più ampio. O almeno, potrebbe venirne fuori. “Sto pensando di trasformare l’esperimento in un prodotto serio destinato per esempio alle celebrità e ai professionisti che in questo modo potrebbero concedersi a sessioni di conversazioni a pagamento con i propri fan o con i clienti. E poi magari tenersi i soldi o, nel caso dei vip, destinarli in beneficenza” ha spiegato. Qualche esempio? “Chatta con Kanye West: 10 dollari a messaggio. Il denaro va a questa ong”. Ci si lavorerà prossimamente, quando saranno risolti alcuni piccoli problemi di tenuta del traffico.
 
Partecipare gratuitamente è impossibile: quando si prova a digitare un messaggio si apre una finestra pop-up che oltre alle informazioni personali come nome, sito o email chiede i dati della carta di credito, di debito (o anche Stripe, negli Stati Uniti) per saldare il conto dopo la sessione. Ma per ogni messaggio che si digita si ottiene, in automatico, il costo finale. “Ciao mamma come stai oggi?”, per esempio, costerebbe 22 centesimi. Non è un’idea nuova, per Köhlbrugge, che ha già lanciato prodotti simili. Per esempio Wip, “Work in progress”, un sito che ospita chat di gruppo destinate agli imprenditori che possono così discutere dei propri progetti e scambiarsi idee. Si pagano 20 dollari al mese con formula abbonamento. Dice di guadagnarci già 40mila all’anno, grazie a Wip. Ma ha anche lanciato nel tempo un sito per le offerte di lavoro delle startup e BetaList, dedicata sempre alla scoperta delle startup europee.
 
Oltre alla chat in se, anche l’approccio di Köhlbrugge – che è un professionista “digital nomad” e al momento si trova a Bali, in Indonesia – è curioso e dà l’idea di come, spesso, si muovano i programmatori nel lanciare proposte, piattaforme, scommesse a volte anche strampalate e velleitarie  ma che magari riescono a bucare l’attenzione per qualche giorno. E a rendere qualche quattrino. Nel suo caso, ha spiegato, lancia siti sperimentali ogni due mesi puntando a farci un po’ di soldi. Quelli che funzionano meglio, diventano qualcosa di più serio. Tre anni fa propose per esempio il sito Highscore.money, un gioco a pagamento che gli ha reso 2.500 dollari in appena 24 ore e lì si è fermato, fruttandogli un viaggio in Asia. Con Wip e altre idee, invece, è andata meglio. Chissà come andrà con la chat a pagamento ma la provocazione può tornarci utile per renderci conto di quanto tempo ed energie spendiamo su WhatsApp & co: basti pensare che ogni minuto ci transitano ben 38 milioni di messaggi, scambiati dai circa due miliardi di utenti in tutto il mondo.

Da: QUI

Scritto da Gerardo

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