Fine Vita: tutte le novita' in Parlamento

(Napoli)ore 15:48:00 del 10/07/2019 - Genere: , Nuove Leggi, Politica

Fine Vita: tutte le novita' in Parlamento

LEGGE FINE VITA NEWS - La dignità personale, e la libertà di scelta, diritti umani fondamentali, ci dicono che è giusto poter scegliere anche come morire

LEGGE FINE VITA NEWS - La dignità personale, e la libertà di scelta, diritti umani fondamentali, ci dicono che è giusto poter scegliere anche come morire; peraltro ci ricordano che su come usare il nostro corpo siamo noi gli unici a poter decidere, che come esprimere la nostra sessualità nel rispetto delle leggi è un diritto solo nostro, e tante altre cose. Non abbiamo nessun modo di controllare come veniamo al mondo; ma, una volta diventati uomini e donne liberi, dobbiamo avere la libertà di scegliere come vogliamo lasciarlo; DJ Fabo non voleva più vivere, Marco Cappato ha condotto una battaglia per consentirgli di poter fare ciò che aveva scelto.

LEGGE FINE VITA NEWS - Un’analisi del British Medical Journal del 2011, però, pubblicata dalla stampa inglese, confermata da altre successive, rivela che una larga parte di persone oggetto dello studio e intrappolate nel proprio corpo a causa di situazioni mediche molto gravi non desidera affatto morire: amava vivere e voleva continuare a farlo. Così come ricordiamo e rispettiamo la scelta di DJ Fabo, ci sono però Stephen Hawking e Christopher Reeve ‘Superman’ come emblema della scelta di affrontare quella che vista dal di fuori non può apparire altro che sofferenza in un modo totalmente diverso. Rimane il dilemma etico; scioglierlo con un ‘si’ o un ‘no’ è troppo complesso.

LEGGE FINE VITA NEWS - Impegnerà il tempo e le coscienze dei legislatori, e i giuristi ancora per molti anni, e si concentrerà presumibilmente sul fatto che non è, forse, il diritto di poter morire a essere il centro della questione: è il diritto di aiutare gli altri a uccidersi. Non è, forse, il diritto di concedere la libertà di lasciare questo mondo, a essere in discussione; ma il diritto di creare leggi e regolamenti e strutture che delegano ad altri, in particolare al pubblico e allo stato, il potere di metter fine alla vita di una persona, perché il fine vita assistito non è un atto privato. Con dietro l’angolo il sinistro spettro del ‘diritto a morire’ che diventa ‘dovere di morire’: chi lo sa, dopo una certa età, se non si soddisfano determinati criteri. La fantascienza più scura ne ha già scritto in abbondanza.

Non c’è più tempo per legiferare sull’eutanasia. E’ quasi scaduto quello concesso dalla Corte costituzionale nell’ottobre scorso prima di pronunciarsi sul caso di Marco Cappato per aver aiutato a morire l’ex dj Fabo. E la politica ha rinunciato a usare questo tempo, lasciando anche l’ultima possibilità: l’ennesimo rinvio del disegno di legge che dovrebbe disciplinare il fine vita ha spostato la discussione dal 24 giugno al 15 luglio per nuove audizioni e ora non è nemmeno più in calendario a settembre. “Scomparsa dai radar, in totale dissenso rispetto a quanto chiesto dal presidente della Camera Roberto Fico” commenta a ilfattoquotidiano.it Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia. “E’ impossibile – dice Matteo Mantero, senatore del M5s – rispettare la scadenza del 24 settembre”. Il 24 settembre è proprio la data fissata dal presidente della Consulta Giorgio Lattanzi quando – parlando del caso di Fabo – aveva parlato di “vuoto normativo costituzionalmente illegittimo”. Un vuoto che rischia di rimanere anche un anno dopo, a causa della inazione quasi totale del Parlamento, paralizzato dai veti incrociati. Determinante è stato quello della Lega: se tra M5s, Pd e Fi è emersa una voglia di collaborare a un testo possibile, i leghisti tornerebbero perfino indietro anche rispetto alla libera rinuncia a idratazione e nutrizione prevista dal biotestamento. “La maggioranza ha deciso di abdicare al suo ruolo legislativo e di lasciare carta bianca alla Consulta – attacca Bazoli – ma è un errore ed è una cosa che mi fa arrabbiare”.

Alla Camera ci sono cinque proposte depositate, ma la discussione non è andata avanti di un centimetro. Nei giorni scorsi l’associazione Luca Coscioni ha denunciato l’immobilismo dei partiti e ha sollecitato un incontro con il leader del M5s Luigi Di Maio e con il segretario del Pd Nicola Zingaretti per parlare anche del “comportamento tenuto dai loro gruppi parlamentari che non hanno mai voluto discutere in Aula i testi per far passare un provvedimento all’interno delle commissioni”. Cappato ha consegnato una lettera a una delegazione della segreteria del Pd (Zingaretti era assente) e ad alcuni funzionari del ministero dello Sviluppo. Ilfattoquotidiano.it ha chiesto di poter parlare con il leader democratico, ma dallo staff hanno fatto sapere che “non intende rilasciare dichiarazioni”.

Scritto da Carmine

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