Ghost Recon Breakpoint: anteprima

(Cagliari)ore 09:24:00 del 19/10/2019 - Genere: , Videogames

Ghost Recon Breakpoint: anteprima

RECENSIONE GHOST RECON BREAKPOINT -In Ghost Recon Breakpoint cambia completamente anche l'ambientazione e i personaggi del gioco.

RECENSIONE GHOST RECON BREAKPOINT - A due anni di distanza da Ghost Recon Wildlands, Ubisoft torna sul mercato con un nuovo capitolo di una delle serie sparatutto più famose dell'ultimo decennio. Il nuovo capitolo si chiama Ghost Recon Breakpoint e riprende dal precedente videogame alcune dinamiche di gioco, ma allo stesso tempo prova a fare un salto di qualità andando a migliorare tutti quelli aspetti che poco avevano convinto i giocatori. A partire proprio dal gameplay, ritenuto in alcune fasi troppo semplice e veloce. Ghost Recon Breakpoint, però, non riesce mai a mostrare la propria natura e resta sempre nel limbo tra sparatutto strategico e FPS alla "Rambo". Ubisoft ha cercato di realizzare un prodotto nuovo, innovativo per l'epoca che stiamo vivendo, ma a causa di alcune scelte strategiche e a problemi tecnici di cui parleremo più avanti, il titolo resta ancorato alle vecchie dinamiche degli sparatutto open world, dove a fare la differenza sono le ore passate davanti al videogame e non le capacità del singolo gamer.

RECENSIONE GHOST RECON BREAKPOINT -In Ghost Recon Breakpoint cambia completamente anche l'ambientazione e i personaggi del gioco. Se Wildlands era ambientato in Bolivia, con il giocatore a impersonare l'esercito degli Stati Uniti in lotta con un cartello di narcos, questo nuovo capitolo è ambientato in un'isola fittizia, Auroa, dove i cattivi di turno hanno piantato la loro base e vogliono instaurare un nuovo Governo Mondiale. Con il nostro personaggio saremo chiamati a sconfiggere i nemici e salvare il Mondo da questa nuova minaccia. Una trama che ha ben poco di innovativo e che segue un'evoluzione abbastanza standard, nonostante l'endgame cerchi di aumentare l'imprevedibilità. Ecco la nostra recensione di Ghost Recon Breakpoint.

Una storia che, soprattutto all’inizio, coinvolge inevitabilmente e fa sembrare che tutto stia andando per il verso giusto. Prova anche ad inserire dei personaggi secondari anche con uno spessore inaspettato, alcuni cambi di fronte e voltagabbana, ma che alla fine si perde nella solita marea di missioni, attività, ed in generale cose da cui si viene distratti durante le scorribande.

RECENSIONE GHOST RECON BREAKPOINT -Perché se c’è una cosa che fa bene Ghost Recon Breakpoint è dare sempre in pasto qualcosa al giocatore. Che sia una piccola schermaglia, un convoglio da fermare, una base in cui infiltrarsi, per non parlare poi di missioni secondarie, missioni di fazione, ed una serie di altri incarichi secondari. O per non parlare, poi, del sistema di loot che porta a saccheggiare qualunque cosa si trovi in vista. Sistema che è in realtà qualcosa di molto superfluo, perché le differenze tra le armi sono esigue, ed in fondo parliamo pur sempre di un titolo dove, banalmente, un headshot è letale con qualsiasi arma. Propedeutico al Gunsmith però, una nuova feature per cui si può personalizzare l’arma quasi come forse un personaggio, aumentando i bonus della stessa e, ovviamente, personalizzandola a livello tattico con ottiche, bocche di fuoco, caricatori, ed altri equipaggiamenti di ogni tipo.

In Ghost Recon Breakpoint l’attenzione è più focalizzata verso il realismo, la voglia di provare a far sentire il giocatore davvero in pericolo di vita in ogni momento. C’è un sistema di infortuni che impedisce di correre o prendere la mira con l’arma ad esempio a seconda della gravità della ferita, la possibilità di mimetizzarsi col terreno per essere quasi invisibili, la necessità di stare attenti ai movimenti perché tra la resistenza è limitata e non è opportuno correre sul terreno accidentato se si vuole evitare di cadere rovinosamente.

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Ci sono una miriade di gadget da utilizzare per portare la sorte a nostro favore, un gunplay più realistico che tiene conto maggiormente di rinculo e balistica – ad esempio. Ma alla fine dei conti gli infortuni sono cose che si risolvono molto in fretta fuori dalla battaglia, e negli scontri a fuoco spesso si muore più in fretta di quanto tempo ci voglia per appartarsi, riprendere fiato ed applicare un bendaggio. Le idee che vorrebbero distanziare Breakpoint da Wildlands non riescono quindi a fare effetto come dovrebbero.

Di fatto, siamo di fronte ad un open world molto classico “in stile Ubisoft”. Dove le “torri” sono i bivacchi che consentono di preparare un piccolo buff temporaneo, potenziare le caratteristiche, cambiare equipaggiamento e set di build, ed infine “evocare” un veicolo (dicevamo del realismo?) per poter raggiungere in facilità le missioni più lontane. In tutto ciò c’è anche un sistema di progressione del personaggio molto classico, che a partire da quattro classi principali che offrono un’abilità ed un gadget unico poi si sviluppano in maniera identica, con il giocatore che andrà a costruirsi una build specifica. Ci sono ovviamente bonus passivi ed alcuni perk da equipaggiare (massimo tre) che sono più o meno i soliti tra bonus alla furtività, all’energia, ampliamento delle munizioni, capacità migliorate per il drone, e così via.

Va detto che Auroa è un’isola di generose dimensioni, con diversi biomi e, generalmente, un colpo d’occhio molto piacevole. Somiglia molto alla Bolivia di Wildlands ad un occhio più attento, va detto, ma in generale è comunque una mappa piacevole da visitare, diciamo così. Certo su PlayStation 4 (dove l’abbiamo testato) queste sono produzioni che cominciano ad avere il fiato corto, tra un frame rate che di tanto in tanto perde colpi, texture che si caricano con ritardo anche estremo, ed elementi che appaiono e scompaiono dalla linea di vista anche a distanze non così considerevoli. Inoltre, e questo è meno accettabile, Ghost Recon Breakpoint è funestato da un quantitativo tra il surreale ed il grottesco di glitch.

Scritto da Luca

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