Gli italiani non leggono. Solo il 15% va regolarmente in biblioteca

(Genova)ore 12:40:00 del 30/09/2019 - Genere: , Curiosità, Denunce, Sociale

Gli italiani non leggono. Solo il 15% va regolarmente in biblioteca

GLI ITALIANI NON LEGGONO PIU' - Tra i motivi della scarsa propensione alla lettura, l'abitudine famigliare (legge di più chi ha i genitori che leggono), ci sono il basso livello culturale e le carenti politiche sul tema della lettura.

GLI ITALIANI NON LEGGONO PIU' - Tra i motivi della scarsa propensione alla lettura, l'abitudine famigliare (legge di più chi ha i genitori che leggono), ci sono il basso livello culturale e le carenti politiche sul tema della lettura.

Non si può nemmeno parlare di crisi economica. Perché i libri non devono essere necessariamente acquistati per essere letti. Ci sono le biblioteche - in Italia 421 biblioteche nazionali, oltre 5mila accademiche e più di 6mila pubbliche - che offrono numerosi titoli a costo zero. Ma la frequentazione delle biblioteche è bassissima: ci va infatti appena il 15% della popolazione, percentuale che include anche coloro che in biblioteca ci vanno solo per studiare.

A determinare questa percentuale così bassa l'immagine obsoleta delle biblioteche, dovuta in parte alla carenza di innovazione che caratterizza quelle più periferiche, ma soprattutto alle tendenze italiane, che prediligono luoghi ben diversi in cui trascorrere il proprio tempo libero.

GLI ITALIANI NON LEGGONO PIU' - Altro fattore è la pigrizia che caratterizza gli italiani. A dimostrarlo la crescita dei prestiti online: la MLOL (Media Library Online), la prima rete italiana di biblioteche pubbliche per il prestito digitale, offre in modo gratuito 90mila audiolibri, 7.500 periodici commerciali e 30mila periodici storici indicizzati.

E forse è la digitalizzazione a poter fornire uno stimolo importante per invogliare gli italiani a leggere, proprio come accade nei paesi del Nord Europa.

GLI ITALIANI NON LEGGONO PIU' - Nella capitale della Finlandia, il Paese più alfabetizzato al mondo, in occasione dell’anniversario dell’indipendenza, è stata inaugurata l’anno scorso la biblioteca Oodi, definita come “il regalo di compleanno della nazione ai suoi cittadini”. Costata 98 milioni di euro, per 17mila mq, questa opera di ALA Architects, completa il polo culturale e artistico di Töölö, quartiere centrale il cui progetto urbanistico è stato sviluppato da uno dei padri dell’architettura nordica moderna Alvar Aalto, di cui facevano già parte il Music Centre di Helsinki, la Finlandia-talo (progettata dallo stesso Aalto), la Sanoma House e il Museo di Arte Contemporanea Kiasma, opera di un altro grande architetto: Steven Holl.

Il progetto – a partire dal nome, stabilito con un concorso cittadino, e dai servizi accolti decisi attraverso una consultazione pubblica – ha come basi fondanti la partecipazione e l’adattabilità alle esigenze future dei cittadini ed è stato pensato come una piattaforma aperta, che possa crescere insieme ai suoi contenuti. L’importanza attribuita a una biblioteca da parte delle istituzioni la dice lunga sul livello culturale di un Paese e il sindaco di Helsinki Jan Vapaavuori ha sottolineato che Oodi simboleggia “Una società aperta, trasparente ed egualitaria che ha come valori l’istruzione continua, la cittadinanza attiva e la libertà d’espressione. La democrazia si fonda infatti su un popolo istruito e critico, la dobbiamo difendere”.

Anche la Danimarca ha la stessa concezione di biblioteca come luogo accogliente e polifunzionale di democrazia, che guarda al futuro prestandosi alle esigenze dei suoi utenti. Dokk1, la biblioteca di Aarhus – costruita secondo i parametri di accessibilità e sostenibilità, nell’ambito del progetto di riqualificazione del porto industriale della città – ospita zone dedicate a mostre, sale di lettura, una caffetteria, computer a disposizione di tutti, aree giochi, una sala conferenze e, all’ultimo piano, gli uffici del Comune. Un anno dopo l’apertura, nel 2016, era già stata visitata da oltre un milione di persone e oggi la media è di 3.800 utenti al giorno.

Per Sidsel Bech-Petersen, che ha lavorato alla progettazione di Dokk1, “Una biblioteca non è una struttura permanente, ma un processo in divenire” adattabile alle esigenze degli utenti che, per fare un esempio semplice ma rappresentativo, spostano i mobili a loro piacimento, usando lo spazio come fosse loro, possibilità che in architettura viene sempre più spesso proposta. Le tecnologie hanno dato vita a nuove attività e hanno contribuito a dar forma a nuovi modi in cui le persone usano la biblioteca: è presente un pavimento interattivo con cui i lettori possono intrattenersi, una sorta di biblioteca ibrida e che considera tutti i media allo stesso livello e li offre allo stesso modo al pubblico.

Scritto da Luca

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