Guerra Iraq 2003: ecco tutto l'ORO intascato DAGLI USA

(Milano)ore 23:50:00 del 19/06/2018 - Genere: , Denunce, Economia, Esteri, Sociale

Guerra Iraq 2003: ecco tutto l'ORO intascato DAGLI USA

Guerra d’Iraq del 2003;gli Stati Uniti non hanno trovato armi di distruzione di massa,ma in compenso hanno trovato tanto oro- E ‘ben noto,gli imperi vivono sulle spalle del paese conquistato.

Guerra d’Iraq del 2003;gli Stati Uniti non hanno trovato armi di distruzione di massa,ma in compenso hanno trovato tanto oro- E ‘ben noto,gli imperi vivono sulle spalle del paese conquistato. 

Il motore principale della loro espansione è proprio la necessità costante di alimentare un appetito insaziabile che cresce progressivamente con il loro sviluppo. Dall’antico Egitto ai giorni nostri, questa realtà non mai stata smentita. Abbiamo avuto, per esempio, Carlo Magno che ha condotto durante il suo regno, spedizioni contro i Sassoni, presumibilmente per cristianizzarle , ma in realtà, con lo scopo di saccheggio, come la guerra contro gli Avari che non aveva che come unico scopo di impadronirsi dei loro favolosi tesori, anch’essi frutto di saccheggi.

L’impero americano, lui stesso interamente frutto della logica della corsa verso gli El Doradi dell’ Ovest che ha seguito le grandi “scoperte” non poteva essere un’eccezione. Quali che siano le ragioni invocate degli attacchi effettuati dagli Stati Uniti, troviamo ancora la stessa costante che ruota attorno alla ricchezza effettiva o potenziale dei paesi agrediti. Se le risorse minerali e gli idrocarburi hanno sempre attirato l’attenzione degli analisti, si parla poco di quelle stoccate nelle banche come oro, diamanti o platino, o quelle provenienti dalla produzione e manipolazione della moneta dei paesi aggrediti.

Iraq è stato una manna per gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, da tutti i punti di vista, e non solo a causa del petrolio e della ricostruzione, tonnellate d’oro presero la via dell’esilio in un modo o nell’altro. Prima della fine della guerra innumerevoli oggetti archeologici sono scomparsi dai musei iracheni per ritrovarsi a decine di migliaia di chilometri dal paese. Il saccheggio era sistematico un po alla maniera nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Come se non bastasse, l’occupante si accinse a ridisegnare la valuta irachena creando il nuovo dinaro iracheno. Tutti i vecchi dinari sono state ritirati dalla circolazione che come si può imaginare, tutto il traffico che può accompagnare tali operazioni. Intanto, i cargo pieni di nuovi dinari freschi di stampa decollavano dalle basi americane in Germania, altro paese occupato, a destinazione dell’ Iraq. Se a questo aggiungiamo il fatto che i paesi del Golfo, in particolare l’Arabia Saudita, hanno messo mano alle loro tasche per finanziare questa guerra do furti e predazione, coloro che piangono i costi esorbitanti dell’operazione possono essere rassicurati: è stato molto proficua per i due (tre?) ladri che l’hanno voluta.

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Scritto da Samuele

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