Igiene in cucina: cosa conoscere

(Firenze)ore 08:25:00 del 06/07/2019 - Genere: , Cucina

Igiene in cucina: cosa conoscere

Le carni bianche devono avere un aspetto roseo mentre quelle rosse un colore rosso vivo, le confezioni devono essere prive di liquido di sgocciolamento o sierosità. 

 

IGIENE IN CUCINA: GUIDA - Tante persone sono convinte che il maggior numero di intossicazioni alimentari avvengano nell’ambito della ristorazione, mentre in realtà è proprio in quello domestico che si verifica la stragrande maggioranza di casi. Spesso, però, è difficile ricondurre un’eventuale sintomatologia di malessere con il consumo di un determinato alimento preparato in casa. Ecco allora 10 consigli per avere il massimo dell’igiene in cucina.

IGIENE IN CUCINA: GUIDA - La scelta

Prima di tutto è necessario verificare l’integrità della confezione e controllare l’etichetta con particolare riferimento alla data di scadenza. Le carni bianche devono avere un aspetto roseo mentre quelle rosse un colore rosso vivo, le confezioni devono essere prive di liquido di sgocciolamento o sierosità. I formaggi freschi confezionati non devono presentare muffe né condensa. Le uova devono avere il guscio pulito, privo di residui e integro, senza rotture. Le conserve in scatola (per esempio il tonno) devono essere prive di ruggine, rigonfiamenti e ammaccature. Il pesce fresco deve presentare colori brillanti, odore gradevole, occhio sporgente, chiaro e senza macchie, branchie di colore rosso vivace e corpo rigido con carni sode. Se il pesce è già a filetti verificate che la polpa sia compatta e la pelle lucida.

IGIENE IN CUCINA: GUIDA - Cura dell’igiene personale. Sulla nostra pelle vivono milioni di microorganismi, spesso di origine batterica, che possono essere contenuti attraverso un’accurata igiene della persona. Le mani, in particolare, devono essere impeccabili: unghie tagliate il più corto possibile e senza smalto. In cucina, poi, sono assolutamente vietati anelli, braccialetti, orologi, tendenzialmente favorevoli e contaminazioni batteriche.

Il lavaggio delle mani deve essere fatto con sapone e acqua calda tra una fase e l’altra del lavoro. Dopodiché è buona norma asciugarle con asciugamani puliti, meglio se monouso.

Anche i capelli costituiscono un veicolo di germi e pertanto andranno sempre raccolti e coperti con un copricapo.

Abbigliamento appropriato. In cucina è necessario un abbigliamento apposito e di colore chiaro ( in modo da vedere più facilmente i residui di sporco), distinto da quello che si utilizza al di fuori o in sala.

Igiene e Conservazione di cibi e materie prime. La prima regola è controllare sempre che la merce acquistata sia confezionata per bene (se la confezione è danneggiata c’è il rischio che microorganismi e parassiti abbiano “popolato” gli alimenti).

E’ fondamentale evitare il più possibile il contatto con l’aria utilizzando coperchi e pellicole apposite. Va sempre ricordato che il calore è il nemico numero uno dei batteri, pertanto i cibi andranno sempre serviti caldi ad almeno 70°C.

Per impedire ai germi di riprodursi durante la fase di raffreddamento, la temperatura dovrebbe scendere dai 65 ai 10 °C in un periodo di tempo non superiore alle due ore.

Attenzione durante la fase di scongelamento. Sarebbe opportuno scongelare gli alimenti in frigorifero ( in particolare la carne e il pesce ) e non a temperatura ambiente, per evitare repentini sbalzi di temperatura che potrebbero alterarne il sapore e provocare la proliferazione di batteri ed altri microrganismi.

Molto utilizzato dalla ristorazione è anche il forno a microonde, pratico e veloce, anche se esistono pareri contrastanti per la salute legati al suo utilizzo, soprattutto per lo scongelamento degli alimenti.

Assaggiare le pietanze nel modo giusto. Quando si assaggia un piatto in preparazione per verificarne il sapore e il grado di cottura occorre fare attenzione che la saliva non finisca nella pietanza, ad esempio utilizzando lo stesso cucchiaio. All’interno della bocca, infatti, vivono miliardi di microrganismi che potrebbero contaminare il cibo. Meglio quindi usare un cucchiaio pulito!

Programmare la lavastoviglie con un lavaggio appropriato. In base al carico, la lavastoviglie andrebbe sempre riprogrammata di conseguenza. Questo per evitare che restino residui di cibo attaccati alle stoviglie che costituirebbero un luogo ideale per la proliferazione dei batteri.

 

Scritto da Carmine

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