Il lato OSCURO di MONDO CONVENIENZA

(Trento)ore 16:05:00 del 13/12/2017 - Genere: , Cronaca, Denunce, Economia, Lavoro

Il lato OSCURO di MONDO CONVENIENZA

Straordinari obbligatori, perdita dei benefici di anzianità di servizio, mai un riposo nei giorni festivi e stipendi ridotti. Le testimonianze dei lavoratori dell'azienda di arredament

I primi che hanno fatto concessioni alla grande distribuzione sono stati proprio i sindacati.
Blaterare per rivolere l'art. 18 è davvero fumo negli occhi e inconcludenza, perchè quelle situazioni di disagio del lavoro dipendente non si risolve con l'art. 18, bensì con una tutela del lavoro che passa da CCNL di maggior rigidità nella flessibilità concessa.
Poi, magari, anche da una norma che stabilisca che se un dipendente par-time fa lavoro straordinario pressochè continuativo e per un numero di ore superiore, eguale o molto vicino al tempo pieno, il suo rapporto di lavoro è AUTOMATICAMENTE trasformato a tempo pieno.
Inoltre non si debbono ammettere variazioni di lavoro prestabilite e nemmeno giorno di riposo non fissato regolarmente e lasciato ad libitum dell'azienda o chi per essa.
Tutte queste regole, c'erano anni fa, sono state concordate con la cosiddetta flessibilità PROPRIO nei CCNL.

Tanto per dire che non sono solo le multinazionali statunitensi a maltrattare i lavoratori, ma anche i nostri imprenditori di una certa dimensione. E' il solito effetto perverso della globalizzazione senza regole: se non fai così, rischi di andare fuori mercato. Il rimedio è uno solo: ripristinare alcune regole di base, globalizzare il rispetto del lavoro.Parecchie aziende italiane della grande distribuzione organizzata di mobili e arredamento sono state spazzate via, o pesantemente ridimensionate, dal ciclone Ikea.

Resiste invece, con una quota importante di mercato e magazzini sparsi in quasi tutt’Italia, Mondo Convenienza. Era il 1985 “quando Giovan Battista Carosi, il futuro fondatore, si trasferì da Viterbo a Civitavecchia per lavorare come commesso in un negozio di arredamento. Poco dopo è iniziata l'avventura di Mondo Convenienza” si legge sul sito Internet, dove non mancano richiami ai sacri principi aziendali. Dalla lealtà, “un valore che ispira l'agire quotidiano di ogni nostro dipendente, sia nei confronti dei colleghi che verso il cliente” al rispetto, “verso i fornitori, il loro lavoro e la loro competenza. Rispetto per i dipendenti, il loro impegno e la loro professionalità. E soprattutto il rispetto verso il cliente”.
Ma il punto di vista di una parte non trascurabile dei lavoratori è diverso.

Ultimamente se n’è parlato anche a Report, che ha messo sotto la lente di ingrandimento l’ultimo fenomeno in casa Mondo Convenienza: quest’anno i suoi addetti al trasporto e al montaggio si sono visti trasformare il contratto dalla categoria “trasporti-logistica” a quella “multiservizi-pulizie”. Con conseguente cambio in corsa della cooperativa subappaltante di riferimento. Questo significa, protestano i sindacati, 300 euro in meno di stipendio. Un meno venti per cento in busta paga. “Ecco spiegato lo sconto fisso del 22 per cento sui mobili” c’è chi insinua, coincidenze numeriche alla mano.

«Mondo Convenienza conferma che per tali servizi, così come prassi per gli operatori del settore del mobile, si avvale di fornitori esterni» – dichiara all’Espresso il loro ufficio stampa - «I servizi di trasporto e montaggio vengono affidati in appalto. Dal negozio a casa tua, il servizio è fornito da terzi per conto di Mondo Convenienza, ma è normale che sia così».

Ed è nata una pagina Facebook che funge da tazebao delle rivendicazioni e delle doglianze dei dipendenti. Il nome, dolente e ironico, è “Mondo sofferenza”. Il sottotitolo fa il verso allo slogan ufficiale: “qual è il prezzo della convenienza?”.

Un florilegio di immagini emblematiche (come quella in cui si vede un gruppo di trasportatori caricare e scaricare a mano mobili pesanti decine di chili, “altro che l’uso di carrelli elevatori elettrici, altrimenti come si potrebbero fare sconti ai clienti?”), accuse trasversali e meme “di classe” (“sfruttamento trasversale e taglio dei diritti”).
Scritto da Gregorio

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