Immigrazione notizie: i migranti entreranno in Friuli!

GORIZIA ore 12:46:00 del 22/09/2015 - Genere: Cronaca, Sociale

Immigrazione notizie: i migranti entreranno in Friuli!

Immigrazione notizie: i migranti entreranno in Friuli!Fino ad ora, non è successo (quasi) nulla. Ma già gli esperti di flussi del Viminale, coloro che lavorano in stretto rapporto con l’Europol, hanno messo in guardia il governo

Fino ad ora, non è successo (quasi) nulla. Ma già gli esperti di flussi del Viminale, coloro che lavorano in stretto rapporto con l’Europol, hanno messo in guardia il governo: quando si la rotta si devierà su Trieste, Gorizia e Tarvisio, quelle zone di confine potrebbero essere letteralmente sommerse da un fiume umano di migranti, potrebbero ricevere migliaia di richiedenti asilo per giorno.Che la geografia dei flussi stia per cambiare e che le “carrette del mare” lentamente cederanno il passo alle rotte terrestri, lo lascia intendere anche il ministro dell’Interno. Angelino Alfano, ha convocato per doMani a Roma i Questori e i dirigenti della Polizia di frontiera, dalla stradale alla Polfer, delle aree di confine del Friuli Venezia Giulia e di altre regioni di confine con il centro Europa per discutere possibili contromisure, capire se saranno sufficienti circolari. Per il momento le tensioni tra Austria e Slovenia non hanno prodotto dirottamenti di migranti sulle frontiere italiane, ma, secondo indiscrezioni, Alfano potrebbe prevedere che, in caso di emergenza e solo come extrema ratio, il governo possa sospendere per qualche giorno Shengen, come ha fatto la Francia nelle settimane scorse. Difficile che, al di là delle intenzioni, si arrivi davvero a tanto: il premier Matteo Renzi è contrario a qualunque tipo di intervento che vada nella direzione di fermare gli accessi. «Sui migranti si gioca il destino dell’Europa come comunità politica», avverte il premier dalle colonne de L’Unità. Per il leader Pd la questione è «superare Dublino», cioè il principio che «l’accoglienza spetta al Paese dove il migrante arriva».

Di certo c’erano cose che si potevano fare prima e che non sono ancora state fatte. C’era da aumentare il numero delle commissioni territoriali che si pronunciano sulle richieste di asilo: sono soltanto venti e dovrebbero diventare almeno una per ciascuna provincia. In questo modo l’Italia sarebbe in grado di decidere se quello che ha chiesto di poter rimanere sia realmente un profugo o no prima che passino due anni, e che, come accade oggi, il richiedente asilo si dia prima alla fuga. Poi c’era da snellire le pratiche burocratiche e, ovviamente, provvedere ai rimpatri di coloro che sostano in Italia senza averne diritto, come si usa fare negli altri Paesi europei (e la Francia più di tutti, negli anni scorsi). La frontiera principale del nostro Paese, cioè il Mar Mediterraneo, è presidiata dai mezzi messi a disposizione dalla missione internazionale Frontex, che ha preso il posto di Triton, e del piano denominato Eunavfor Med: ieri, per esempio, sono state impegnate oltre alla Nave Bergamini e nave Bettica della Marina Militare, anche una unità croata chiamata Mohorovicic, una tedesca Schleswig-Holstein, l’inglese Enterpreise e le navi Phoenix e Bourbon Argos appartenenti ad organizzazioni non governative. Il notevole dispiegamento ha consentito di offrire soccorso in un solo giorno alla bellezza di 4541 migranti arrivati ieri sulle nostre coste. Anche stavolta sulle imbarcazioni dei disperati c’erano bambini e donne, alcune in gravidanza: una di loro non ce l’ha fatta. L’emergenza, insomma, continua, ma la Ue ha deciso di aspettare il prossimo vertice a Malta prima di intervenire.

Il direttore centrale per l’immmigrazione e la Polizia di frontiera, Giovanni Pinto, ha dimensionato ieri il fenomeno: «Allo stato attuale sono giunti 122mila migranti, 7mila in meno dell’anno scorso», ha spiegato davanti alle telecamere di Sky. È sempre lui a spiegare che «non ci sono più tanti candidati all’asilo, ma soprattutto migranti economici», che buona parte di chi arriva, dunque, dovrebbe tornare indietro. Per i rimpatri tra Commissione Europea e governo centrale, l’Interno ha raggranellato cinquanta milioni di euro, ma, ad oggi, sono pochissimi i migranti che vengono rispediti nei loro Paesi perchè privi dei requisiti per restare. «Fesserie, sono numeri falsi visto che solo ieri sono arrivate oltre 4000 persone», accusa l’azzurro Maurizio Gasparri. «Si continuano a spendere cifre esorbitanti per un vergognoso scafismo di Stato», aggiunge il vicepresidente del Senato, che chiede al governo di smetterla con l’«approssimazione». I costi delle operazioni di recupero, in effetti, sono molto alti. A confermarli è stato sempre il dirigente del Viminale: «C’è un investimento per Frontex di 137 milioni, a cui bisogna aggiungere le risorse umane impegnate nella gestione dei migranti, le strutture di accoglienza, i trasferimenti, i voli interni, i voli internazionali, le attività di scorta. Alcune centinaia di milioni, sicuramente». Tra qualche settimana, con calma, nascerà dal summit già in programma a La Valletta un nuovo fondo, chiamato Trust Fund, che avrà una dotazione finanziaria di un miliardo e 800 milioni; saranno investiti nei Paesi dell’Africa Settentrionale allo scopo di diminuire le partenze.

Scritto da Gerardo

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