Jettomero Hero of The Universe, anteprima

(Genova)ore 15:14:00 del 16/11/2017 - Genere: , Videogames

Jettomero Hero of The Universe, anteprima

Fa subito una tenerezza incredibile quel robottone che pare abbia appena imparato a camminare; si sbraccia in modo scomposto per evitare i laser delle forze armate locali e mantiene sempre inalterato quel sorriso stampato sull'enorme testa di latta, anche

Jottomero: Heroe of the Universe è l'opera d'esordio per la piccola software house indipendente Ghost Time Games al di fuori dall'ambiente mobile, un titolo story-driven piuttosto peculiare, con protagonista un gigantesco robot indistruttibile, più tenero del nanerottolo di Machinarium e più buono del Gigante di Ferro di Brad Bird. Tocca a noi guidare il goffo e simpatico robottone in giro per una coloratissima galassia, in cerca di indizi sulla sua identità e sulle sorti della razza umana, in lotta con una misteriosa forza aliena.

Si trasforma in un razzo missile

Siete nel giusto, tutto ciò che volete è fare del bene agli altri, anzi, sentite un bisogno incontrollabile di aiutare il prossimo ad ogni costo, eppure ogni vostra azione non porta ad altro che ad una serie inarrestabile di disastri, tanto da spingervi a meditare sull'effettiva utilità della vostra esistenza. Avete mai provato quell'orrenda sensazione? Ecco. Jettomero è composto al 90% di quel dolore straziante, bulloni e grosse lamiere metalliche tenute insieme da inappagante e non riconosciuta bontà d'animo.

Fa subito una tenerezza incredibile quel robottone che pare abbia appena imparato a camminare; si sbraccia in modo scomposto per evitare i laser delle forze armate locali e mantiene sempre inalterato quel sorriso stampato sull'enorme testa di latta, anche quando una dozzina di missili terra-aria gli si schiantano nei circuiti in mezzo agli occhi, senza neanche scalfirli.

È indistruttibile, il game over è fuori discussione: l'esperienza di gioco è quindi incentrata sull'esplorazione e sulla narrazione; ci capiterà di imbatterci in misteriose figure aliene, biomacchine mute dai colori sgargianti, di tanto in tanto, ma il combattimento è affidato ad una manciata di quick time events.

L'esplorazione avviene in due fasi ben distinte: si gironzola per le galassie come in una versione miniaturizzata di No Man's Sky, sfruttando la spinta dei propulsori nelle gambe di Jettomero, saltando di wormhole in wormhole, e poi si calpesta il suolo dei pianeti come in una buffa versione sci-fi di Mario Galaxy, seguiti dalle stesse inquadrature già viste nel titolo Nintendo. Ogni biomacchina sconfitta a suon di QTE sblocca l'accesso ad una registrazione criptata, decifrabile ruotando gli stick analogici per trovare la giusta combinazione di lettere: imbroccata la corretta sequenza ci ritroviamo di fronte un nuovo pezzetto della storia di Jettomero, presentato attraverso le deliziose pagine digitalizzate di un fumetto.

La storia è tutt'altro che complessa, come del resto l'intera produzione, ma forte di una carica emotiva che difficilmente lascerà il giocatore indifferente. È una storia che parla della ricerca di un'identità, di un'umanità così difficile da salvare, e di una straziante lotta per difendere le innate buone intenzioni del robot: non prive di colpi di scena, saranno proprio le vicende del buon Jettomero a tenere il giocatore impegnato fino alle battute finali (circa un paio d'ore dall'inizio) di un gioco che non offre grandi attrattive sul piano strettamente ludico, né riesce a garantire un grado di sfida degno di nota. La sola esplorazione, infatti, insieme a quei combattimenti quasi automatici rappresenta un mero rilassante intermezzo fra un capitolo e l'altro della narrazione, spingendo verso una neanche tanto affrettata catalogazione come story-driven

Sui vari pianeti ci capiterà di imbatterci in bonus puramente estetici, per personalizzare l'aspetto del nostro eroe di latta: ben realizzati e parecchio buffi, tali oggetti meritano di sicuro qualche attenzione in più nell'esplorazione.

Il musicista Gabriel Koenig, unica mente dietro la creazione di Jettomero, riesce non solo a mettere su una colonna sonora memorabile ed incredibilmente sognante, com'era lecito aspettarsi, ma anche a disegnare, con un tratto minimalista, uno dei più colorati paesaggi galattici mai visti dall'uscita di No Man's Sky, nonché ad incidere nel freddo metallo i lineamenti di un personaggio che non si dimentica facilmente, dalla bontà contagiosa e dall'adorabile goffaggine.

Da: QUI

Scritto da Carmine

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