'Mio zio odiava il LAVORO, ma amava la VITA'

(Bari)ore 21:17:00 del 26/06/2018 - Genere: , Lavoro

'Mio zio odiava il LAVORO, ma amava la VITA'

Sono passati circa 10 anni dalla morte di mio zio, la sua fu una morte improvvisa, inaspettata, visto che godeva da sempre di buona salute.

Sono passati circa 10 anni dalla morte di mio zio, la sua fu una morte improvvisa, inaspettata, visto che godeva da sempre di buona salute.

Lo trovammo disteso sul suo amato divano a pancia in su, in un torrido pomeriggio d'estate, dopo che i vicini preoccupati per la sua assenza, ci avevamo chiamato per vedere se avevamo sue notizie.

Ricordo che quello era un rovente pomeriggio estivo e quando aprimmo la porta dalla stanza nella quale mio zio giaceva, uscì un nauseante odore di decomposizione che ancor oggi mi rimane impresso.

Ero triste per la morte di mio zio, tuttavia felice per come aveva lasciato questo mondo, in quella posizione d'ozio sul divano, che lui tanto amava.

I conoscenti subito dissero che era morto in solitudine, no, non era vero, mio zio era morto avendo vissuto la vita che voleva che da un punto di vista sociale possiamo definirla "vita da barbone".

Si, perché mio zio era uno sbandato che viveva in una casa sporca e disordinata, dove accumulava ogni genere di cose, passare tra una stanza e l'altra era praticamente impossibile, la moka del caffé non veniva praticamente mai lavata e gli intonaci dei muri avevano assunto una tonalità nerastra causata dal fumo della fornella a legna dove cucinava e riscaldava casa allo stesso tempo.

A dire il vero mio zio non aveva una casa, ma una sola stanza, piccola, umida e buia e dove il divano era sia sedia che letto...

Certo, c'erano altre stanze, ma lui le usava solo come deposito merci. Il bagno? Fuori uso da molti decenni, dunque per fare i propri bisogni usciva nel bosco sul retro della casa.

Nonostante il suo stile di vita molto fuori dal comune, mio zio era una buona anima, ed era praticamente impossibile trovarlo di mal umore, certo aveva il brutto vizio dell'alcool per cui era anche difficile trovarlo sobrio, ma chi non ha vizi a questo mondo?

Mio zio odiava il lavoro, ma amava la vita.

Dalle storie che sentivo raccontare in famiglia deve aver lavorato si e no, 5 anni in vita sua, ovviamente intervallati.

Lui aveva sempre fuggito il posto fisso, lo stipendio sicuro, le certezze e la sicurezza per abbandonarsi totalmente all'invisibile corrente vitale che sostiene il Creato. Non condizionato da tv, giornali e società, non aveva paura del futuro e quando necessitava di acquistare alcool e sigarette andava a girare la terra in qualche orto del paese, 2-3 ore di lavoro,  per prendere quel poco che gli bastava a vivere la giornata come lui voleva.

Il suo mezzo di trasporto era la bicicletta, niente bollo, niente assicurazione, niente spese di manutenzione, niente revisione, niente tagliandi...

Il cibo se lo procurava rubacchiando qua e là tra le campagne: mele, pere, zucche e ortaggi vari, tutto quello che trovava in più lo raccoglieva, per il resto seccava uva per l'inverno, raccoglieva noci e nocciole, pescava pesci in un lago li vicino, nonostante ciò non l'ho mai visto malnutrito.

Per molti una vita del genere può rappresentare qualcosa di estremo, per me invece è stato un profondo esempio di Libertà, una vita vissuta senza orari, senza regole, senza paura del domani.

Scansafatiche, barbone, sedentario, fannullone, ci sono molti aggettivi che la "gente normale" adotta per gli uomini che come lui che non seguono la cieca via del Dio Denaro, ma laddove le menti mediocri si limitano a giudicare e criticare, io ho scorto la ribellione al nostro modo di vivere, a tutto il nostro correre, produrre e inquinare, a tutto il nostro costruire case sempre più grandi abitate però da gente infelice, che non si accontentano mai, che vogliono sempre di più tentando in tutti i modi di colmare il vuoto da cui si sentono inghiottiti ogni giorno perché non comprendono che è l'esistenza nella sua interezza che va amata.

Mio zio era anarchico e non lo sapeva, non tifava nessun partito politico, non odiava i neri, non si sentiva un patriota, non si faceva influenzare da niente e da nessuno, viveva punto e basta, poteva avere la tv, ma l'ha sempre rifiutata in cambio dei libri che leggeva avidamente.

Un barbone che legge?!

Si, una barbone che legge e si fa una propria cultura...

E quel divano dove passava i suoi pomeriggi d'ozio, alla fine è diventato il suo trampolino di lancio verso l'Infinito.

Fanculo il Sistema, lui zitto zitto, lo aveva fottuto per davvero il Sistema.

Ciao Zio.

Da: QUI

Scritto da Gregorio

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