Pokemon Ultrasole, anteprima

(Cagliari)ore 12:44:00 del 20/11/2017 - Genere: , Videogames

Pokemon Ultrasole, anteprima

Nella storia del franchise, come già detto in precedenza, una "terza" versione dei due giochi base ha accompagnato praticamente tutte le generazioni.

Ad un anno dall'uscita di Pokémon Sole e Luna, le creaturine di Game Freak tornano sugli schermi delle console della famiglia 3DS. Come ormai da tradizione nella ventennale storia della serie anche questa settima generazione vede la comparsa sugli scaffali di una nuova versione, per l'occasione divisa in due parti: UltraSole ed UltraLuna. Così come accaduto con l'uscita di Nero 2 e Bianco 2 per DS, Junichi Masuda e i suoi ragazzi hanno voluto fare le cose in grande, riportandoci nell'azzurro mare di Alola con due diversi pacchetti vacanza. È tempo di preparare le valigie?

Alola tu? Ma non dovevamo vederci più?

Nella storia del franchise, come già detto in precedenza, una "terza" versione dei due giochi base ha accompagnato praticamente tutte le generazioni. Nel caso di Blu e Rosso, la riedizione (Pokémon Giallo, per chi avesse passato gli ultimi vent'anni su Plutone) pescava a piene mani dalla prima stagione dell'anime, consegnando al giocatore un Pikachu come primo compagno d'avventura.

Da lì in poi, una lunga serie di fortunatissime "terze versioni" ha riempito d'oro le tasche della software house giapponese. In particolare alcune rivisitazioni, come Smeraldo ai tempi del Game Boy Advance o Platino nel momento di massimo splendore del Nintendo DS, hanno riportato una significativa modifica ai giochi di base, sia per quanto riguarda la trama sia per conformazione della mappa. Tutto questo, in UltraSole ed UltraLuna, purtroppo non accade.

I due titoli, come del resto ha dichiarato Game Freak, possono considerarsi come dei reboot dei prodotti usciti l'anno scorso. Ciò vuol dire che, se non per alcune piccole aggiunte o modifiche secondarie, UltraSole e UltraLuna sono davvero simili ai già conosciuti Sole e Luna. Ritorna, innanzitutto, la regione di Alola. L'arcipelago formato da quattro isole (più una) ed ispirato alle Hawaii fa da sfondo alle avventure del nostro avatar, modificabile nell'aspetto e nell'abbigliamento. Alola è croce e delizia: se da una parte la vegetazione rigogliosa e i villaggi quanto mai caratteristici rendono il territorio interessante da visitare, l'esplorazione risulta al contempo frammentaria e troppo guidata. La divisione in quattro isole limita largamente quel senso di scoperta che da sempre si accompagna alla serie. Il giocatore è portato quasi per mano nei suoi spostamenti, anche per la presenza della piccola mappa sullo schermo inferiore. Questa frammentarietà dell'esperienza è inoltre accentuata dalla quantità soverchiante di cut scene, praticamente una ogni 3 o 4 minuti: se da un lato questa scelta narrativa concede a Game Freak di mettere in scena il gioco Pokémon con il maggior numero di dialoghi e profondità dei personaggi (l'epicità di Bianco e Nero resta però solo un lontano ricordo), dall'altro toglie alla produzione un po' di respiro avventuroso.

...stessa spiaggia...

I ritmi e le dinamiche del gameplay non sono mutate: il cuore ludico della produzione batte ancora forte, anche se, inevitabilmente, ha perso freschezza rispetto al titolo d'esordio dell'anno scorso.

Cionondimeno, il loop cattura – combattimento - crescita che è alla base della serie da vent'anni funziona ancora come il primo giorno; per ravvivare un avanzamento già tanto solido, il team di sviluppo ha pensato di includere tutti i Pokemon leggendari esistenti con un furbo espediente narrativo, consentendo al giocatore di schierarli al suo fianco in combattimento e, in alcuni casi, di assistere a delle megaevoluzioni e all'archeorisveglio, che consentiranno di sprigionare il vero potere di queste formidabili creature.

La sensazione che permea il gioco è quella che, quasi a volersi far perdonare la buona ma non eccezionale quantità di materiale inedito, il team di sviluppo, in concomitanza con il commiato dall'utenza 3DS, abbia deciso di proporre una sorta di versione “all star” di Sole e Luna, contenente tantissimi richiami, citazioni e Pokemon provenienti dal passato della serie, così da giocare con la nostalgia.

Giusto per chiarire il concetto espresso sopra, nella sola versione Ultrasole da noi testata, sono stati inclusi “mostri sacri” per la serie come Raikou, Dialga, Reshiram, Tornadus, Xerneas e Latios: solo a chi non ama o non conosce la serie non scenderà una lacrimuccia nel rivederli in azione.

Non che le aggiunte latitino, beninteso: tra i nuovi minigiochi vanno segnalati il Surf Mantine, che amplia il concetto di Pokepassaggio introdotto in Sole e Luna, permettendo di cavalcare le onde e guadagnare punti a seconda delle acrobazie eseguite, e il Fotoclub di Alola, che dona nuova linfa alle fasi fotografiche, consentendo di aggiungere filtri, cornici ed effetti assortiti alle immagini scattate in compagnia del Pokemon preferito.

Il Pokedex Rotom, da parte sua, ha beneficiato di migliorie e potenziamenti di vario genere: aumentando l'affinità con esso, sarà ora possibile arrivare ad utilizzare per due volte in combattimento l'abilità Z, sbilanciando a proprio favore anche gli scontri più impegnativi (che, come da tradizione, non sono poi tanti...) e, in aggiunta, grazie alla nuova funzione Roto'n'roll, si guadagnerà l'accesso ad un pool di nuove abilità tra cui scegliere.

Ce n'è una che aumenta i soldi guadagnati dalle battaglie, una che incrementa l'esperienza ottenuta, un'altra ancora che aumenta marginalmente le possibilità di catturare i Pokemon selvaggi e tante altre ancora: c'è solo l'imbarazzo della scelta.

L'unica critica che ci sentiamo di muovere a queste aggiunte riguarda il loro effetto sulla già non troppo ripida curva di difficoltà: se già Sole e Luna si erano rivelati una discreta passeggiata di salute, per i veterani Ultrasole e Ultraluna risulteranno tra gli episodi più abbordabili dell'intero franchise fin qui.

Il giro delle isole, colonna portante dell'avanzamento lungo la campagna di Sole e Luna, si è arricchito di nuovi Pokemon (il cui totale ora supera le quattrocento unità), e molti di quelli già presenti nei precedenti titoli hanno cambiato posizione, in un estremo tentativo di vivacizzare la progressione anche per coloro che avevano precedentemente completato il Pokedex.

Come se non bastasse, alle prove già viste se n'è aggiunta un'altra, che vedrà come protagonista il Capitano Rika, che impiegherà molto meno tempo del previsto a passare dal ruolo di cicerone a quello di sfidante: in queste ed in tutte le altre sfide sarà possibile impiegare anche le nuove mosse Z esclusive di questa nuova versione, possibili grazie al Supercerchio Z, che comprendono anche due mosse di rara potenza per Solgaleo e Lunala, i due Pokemon leggendari che torreggiavano sulla copertina di Sole e Luna.

Da segnalare anche la nuova Agenzia Lotta, una struttura interamente dedicata al combattimento tra Pokemon, all'interno della quale sarà possibile prendere in prestito Pokemon di vario tipo da altri giocatori incontrati casualmente, per farli combattere in battaglie tre contro tre senza esclusione di colpi.

...stesso mare

L'analisi tecnica dell'ultima fatica Game Freak non può prescindere, già ad un primo colpo d'occhio, con dei paragoni diretti con il capitolo uscito dodici mesi or sono: come per il comparto narrativo e per quello ludico, quello visivo prosegue sulla linea già tracciata precedentemente, con tutto ciò che ne consegue in termini di direzione artistica e di mole poligonale, decisamente buona se rapportata alle stringenti limitazioni che un hardware come 3DS impone agli sviluppatori.

I colori sono vibranti, la varietà di ambientazioni lodevole, il design dei Pokemon inediti e delle varianti di Alola di quelli già noti soddisfano per coerenza con la serie e per gusto artistico, ma, come già detto in più punti di questa recensione, la sensazione di deja vu è molto forte per coloro i quali hanno visitato Alola nel 2016.

Il motore grafico, nemmeno a dirlo, è il medesimo di Sole e Luna, che rappresenta, a nostro avviso, il punto più alto della serie in assoluto nonché il limite cui le potenzialità hardware delle console della famiglia 3DS possono aspirare: tutto si muove in maniera fluida ed armoniosa, e non abbiamo lamentele di sorta.

A dirla tutta, anzi, giocando su un New 2DS XL, abbiamo notato una minore frequenza dei micro-rallentamenti che affliggevano certe battaglie in Sole e Luna, se giocati su un modello  “vecchio” della piccola di casa Nintendo

Anche il comparto audio, al netto di temi inediti registrati appositamente per le nuove aree del gioco, ripropone il trionfo di flauti ed atmosfere hawaiane che ha contraddistinto il primo viaggio in quel di Alola.

Menzione finale per la longevità complessiva, accresciuta rispetto a quella dei due titoli usciti lo scorso anno: a seconda del tempo impiegato a riempire il Pokedex e ad esplorare le nuove parti di Alola, si possono impiegare dalle trentacinque alle cinquanta ore scarse per vedere quasi tutto quello che il prodotto ha da offrire.

Scritto da Gerardo

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