Recensione A Plague Tale Innocence

(Bari)ore 14:40:00 del 20/03/2019 - Genere: , Videogames

Recensione A Plague Tale Innocence

Abbiamo giocato i primi tre capitoli, e queste sono le nostre prime impressioni.

 

A PLAGUE TALE INNOCENCE RECENSIONE - Circondato ormai da qualche mese da un’aura di mistero e curiosità, A Plague Tale: Innocence si sta avvicinando a grandi passi al giorno dell’uscita definitiva, fissata per il 14 maggio prossimo. Il titolo Asobo Studio, allora, promette di trasportarci in quella che gli sviluppatori chiamano “l’epoca più nera di sempre”, ovvero quella della peste nera del 1300. Abbiamo giocato i primi tre capitoli, e queste sono le nostre prime impressioni.

A PLAGUE TALE INNOCENCE RECENSIONE - Una giornata storta

Del lato narrativo di A Plague Tale: Innocence abbiamo parlato a grandi linee nella nostra anteprima di circa un anno fa. Dopo aver provato l’inizio del titolo, però, adesso abbiamo un quadro decisamente più chiaro della faccenda. Impersoniamo Amicia, giovane e volenterosa figlia del cavaliere Robert De Rune. Le cose sembrano andare piuttosto bene per la ragazza. La troviamo impegnata in una battuta di caccia col padre, in cerca di un cinghiale bello grosso da mettere al tappeto con la sua fidata fionda.

Tutto fila per il verso giusto, almeno fino a quando il cane della ragazza non si lancia all’inseguimento del cinghiale. Amicia, nel tentativo di raggiungere i due animali, si addentra nella foresta, solo per scoprire che il cinghiale è stato ucciso in maniera macabra. Il povero cane, invece, sembra essere risucchiato nel terreno da una forza misteriosa, e muore sotto gli occhi esterrefatti della ragazza.

A PLAGUE TALE INNOCENCE RECENSIONE - Da lì in poi gli avvenimenti precipiteranno. Cercando di spoilerare il meno possibile, Amicia si ritroverà da sola con il fratellino Hugo, braccata dall’Inquisizione e da una minaccia ancora peggiore: i topi.

Avevate ragione, lo sapete vero? Questo gioco merita effettivamente tutta la nostra attenzione, che del resto ci è stata strappata insieme allo sguardo e al cuore per circa due intense ore. A Plague Tale ti colpisce duramente fin dalle sue primissime battute, e non ti molla più anche grazie a un gameplay non stupido ma piuttosto semplice, che t'aspetta e per questo non affatica. Così hai tempo per goderti la grafica d'impatto, il sonoro in arpa e percussioni, l'alta qualità della recitazione, l'illuminazione eccelsa, e tutto quello che rende il racconto, a cui gli Asobo Studio stanno dando gli ultimi ritocchi, tanto affascinante. Su un Pc corazzato dietro un processore i7 e una vetusta ma instancabile 970, siamo riusciti a giocare ad A Plague Tale: Innocence con qualità grafica ad Ultra, soffrendo di pochi e nemmeno tanto fastidiosi cali di frame rate, ben digeriti anche per merito di una direzione artistica che, ispirandosi ai dipinti di Claude Lorrain, riporta in vita un medioevo di rarissima qualità. Forse anche per come viene diffusa la luce, A Plague Tale ci ha ricordato tutte le qualità grafiche di The Witcher 2 andate perse in The Witcher 3 per colpa del passaggio alla struttura open world. Il gioco degli Asobo Studio riesce a sfiorare una simile qualità, nonostante un budget non certo straordinario, per merito di un level design estremamente lineare, e che ha permesso loro di concentrarsi su tutti quei dettagli che mai si sarebbero potuti permettere ampliando il respiro del loro progetto.

Le prodezze grafiche di A Plague Tale non si esauriscono nell'ambientazione che circonderà i due protagonisti, ma va spesso oltre inondando lo schermo di ributtanti ratti lucidi di orribili pestilenze, che s'arrampicano nei loro stessi miasmi per poi crollare a terra come enormi e sgangherati acini d'uva nera, pronti a spingersi sempre un po' più in là fino ad afferrarci per uno, cento, mille morsi fatali. Nel corso dei primi tre capitoli, li vedremo cadere dal soffitto come valanghe animali, eruttare dai buchi nel terreno come mostruosi gyster; l'effetto non sarà preciso al millimetro ma è più che abbastanza per trasmettere nel giocatore una forma di terrore che potremo definire primordiale. Anche i volti dei diversi personaggi, protagonisti e non, sono costruiti attorno a un sorprendente realismo, ma la qualità delle espressioni è piuttosto altalenante e appare spesso indietro rispetto ad altri prodotti più blasonati.

La trama di A Plague Tale: Innocence ruota attorno a due fratelli, Amicia e Hugo, che dopo un apparente idillio iniziale si ritroveranno in fuga da tutto e tutti. Amicia è la sorella maggiore di Hugo, bambino molto particolare, colpito fin dal nascita da una misteriosa malattia che la madre ha cercato di curare instancabilmente per tutta la sua vita. Per questo motivo, il bambino è sempre stato tenuto isolato dal resto della famiglia, tanto da riconoscere a malapena la stessa Amicia quando, minacciati dall'inquisizione alle porte, sarà costretto a porgerle la piccola mano per iniziare a correre con lei il più lontano da possibile. Lontani da casa, i due scopriranno che c'è un'altra minaccia da cui tenersi alla larga: la peste che sta falcidiando interi villaggi, aizzando una caccia all'untore che riempie le strade di ingiustizie e teste mozzate. La peste di A Plague Tale poi non è del tutto normale, ma è avvolta da un alone sovrannaturale che la rende più visibile e molto più terrificante persino della storica pestilenza di cui è possibile leggere nei libri.

 

Scritto da Luca

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