Recensione Borderlands 3

(Bari)ore 15:27:00 del 06/05/2019 - Genere: , Videogames

Recensione Borderlands 3

Borderlands 3, difatti, secondo quanto raccontatoci da Randy Varnell, è un gioco che può essere affrontato da tutti indipendentemente se si sia avvezzi o meno alla serie, con gli esperti che saranno avvantaggiati dai moltissimi richiami e dalle infinite c

Borderlands 3 è il punto di arrivo di un corso iniziato parecchi anni fa dalla software house texana. La serie ha aperto le porte ai cosiddetti looter shooter ibridando lo sparatutto al loot forsennato, condendo il tutto con un irriverente black humour mai scontato. Alla fine del secondo capitolo eravamo rimasti con la previsione di un futuro che avrebbe aperto le porte dello spazio, e così è stato. Sotto la guida di Lilith, i Crimson Raiders hanno scoperto che esistono Vault sparsi per l’Universo e sono decisi a impedire che altri possano utilizzarli a proprio favore. Questo è il nostro primo incarico nei panni dei protagonisti di Borderlands 3, nella demo a scelta fra Amara e Zane. Il gruppo più temuto è quello dei Children of the Vault guidato dai Calypso Twins, Troy e Tyreen, che stanno tramando qualcosa di grosso che dovremo cercare di scoprire. Tyreen svelerà di avere il potere di risucchiare la vita delle persone, diventando così sempre più forte, e annunciandosi fin da subito come una temutissima minaccia.

In quello che è a tutti gli effetti il tutorial di gioco, facciamo la conoscenza dell’ormai immancabile ClapTrap, linea comica della serie fin dagli albori, che ci condurrà nei nostri primi, o ulteriori, passi su Pandora. Borderlands 3, difatti, secondo quanto raccontatoci da Randy Varnell, è un gioco che può essere affrontato da tutti indipendentemente se si sia avvezzi o meno alla serie, con gli esperti che saranno avvantaggiati dai moltissimi richiami e dalle infinite citazioni.

Pur solo come piccola parentesi, la fase iniziale ci mette a conoscenza della distruttibilità progressiva delle coperture, e della modalità alternativa dell’utilizzo delle armi. Una semplice pistola può avere come modalità secondaria il lancia razzi, oppure colpi elementali di elementi differenti oppure semplicemente una diversa esecuzione delle raffiche di fuoco. Insieme alla presenza di ben tre armi per loadout, si possono arrivare ad avere fino a 6 diverse modalità di fuoco, un numero non indifferente che apre a una miriade di tipi di ingaggio alternativi. Anche perché il numero delle armi sarà ancora più alto che in passato. Le armi Tediore, per esempio, oltre ad esplodere una volta lanciate dopo la ricarica, hanno anche abilità particolari qualora le si lanci sul suolo, diventando torrette o tirando fuori zampe metalliche e saltando sullo sventurato nemico.

Potete pensare a questo enorme shuttle come ad una versione in toon shading della Normandy di Mass Effect: un luogo dove visitare i propri alloggi, ospitare personaggi salvati in giro per il cosmo (magari dopo aver completato specifiche side quest), e scambiare quattro chiacchiere con il proprio equipaggio. Dal ponte di comando potremo poi proiettarci sui vari corpi celesti, seguendo la questline principale. 

Ciascun pianeta sarà ovviamente caratterizzato da atmosfere e panorami unici, che si differenzieranno in maniera notevole da quelli visti su Pandora. A dirla tutta la diversità di ambientazioni non è mai stato un problema per la saga, ma il materiale che il team di sviluppo ci ha mostrato lascia intendere una gamma ancora maggiore di stili e prospettive: si passa da città interamente costruite sugli alberi di una giungla titanica a grotte infestate da brulicanti colonie di insetti.

La demo che abbiamo giocato era ambientata su Promethea, città futuristica straripante di grattacieli al neon. Anche in questo caso ci sarà da valutare l'estensione di ogni pianeta, e di conseguenza la quantità di contenuti che troverà spazio nel gioco finale, ma l'idea che ci siamo fatti è che Gearbox non voglia certo giocare al risparmio. Le aree che abbiamo visitato erano anzi abbastanza estese, tanto da doverle attraversare con un mezzo di terra (ovviamente recuperato nell'immancabile Catch-a-Ride). Esplorando con sufficiente attenzione le varie zone della mappa si trovano diverse quest secondarie, abbastanza semplici nella struttura ma comunque caratterizzate da un discreto lavoro di scrittura. Ed è un piacere, a tal proposito, constatare che la "mitologia" del mondo di gioco, le sue storie turpi o surreali, così come le caratteristiche delle varie corporazioni che riforniscono i cacciatori con armi improbabili, emergano in maniera molto più netta e decisa, rendendo l'universo di Borderlands molto più concreto e tangibile. Prima di chiudere è infine necessario spendere qualche parola sul comparto grafico e tecnico. Il team di sviluppo ribadisce di non aver mai avuto così tanto tempo per rifinire e ripulire un gioco prima del lancio. Ed in effetti Borderlands 3 appare in forma smagliante: almeno su PC gira senza intoppi a 60 fps, esibendo una fluidità esaltante ed una sensazione di controllo integrale. D'altro canto, considerando il look sempre stilizzato della produzione, non è aumentata di molto la mole poligonale dei singoli elementi: è migliorainvece la loro qualità, oltre alla risoluzione delle texture, a tratti davvero impressionante.

Per un prodotto che sfrutta il toon shading qust'ultimo aspetto è un plusvalore non da poco, che si riflette in un colpo d'occhio definito e brillante. Il fiore all'occhiello del gioco rimane la direzione artistica, che qui può sfogarsi senza limiti in una gamma di ambienti molto affascinanti e d'atmosfera. Alcuni effetti speciali restano invece realizzati in maniera superficiale, alle volte "prepotenti" a tal punto da rendere un po' caotica la scena. C'è il tempo per migliorare, ma anche allo stato attuale Borderlands 3 è un titolo visivamente eccellente, che eleva a potenza lo stile inconfondibile dei suoi predecessori

Scritto da Alberto

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