Renzi abbatta anche Telecom!

ANCONA ore 22:13:00 del 13/04/2016 - Genere: Cronaca, Denunce, Economia, Politica, Sociale - Telecom

Renzi abbatta anche Telecom!

Renzi che offre il palco di Palazzo Chigi per l'accordo tra una società a controllo pubblico (lo Stato ha solo il 23,5% ma continua a nominare tutti i vertici, vedi l'ultima infornata renziana) e un gruppo di compagnie private (Wind e Vodafone), che tagli

«L'Italia ha come obiettivo da qui al 2020 di coprire il 100% a 30 mega bps e arrivare al 50% di abbonamenti a 100 mega bps». Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi a palazzo Chigi alla presentazione del piano sulla banda larga insiema all'ad Enel, Francesco Starace. E ha aggiunto: «Qui abbiamo i sindaci che rappresentano le città (Perugia, Bari, Venezia, Catania, Cagliari, ndr) che per prime usufruiranno di un progetto che Enel insieme ad alcune importanti aziende private andranno a realizzare in 224 città. Il tema è banda larga ovunque». Non solo. Il 29 aprile ci saranno già «le prime gare per i 'cluster' C e D” della banda larga».

SEGNATEVI QUESTA DATA: DEL REGALO DI RENZI A ENEL-WIND-VODAFONE SI PARLERÀ PER MESI - IL PREMIER HA OFFERTO IL PALCO DI PALAZZO CHIGI PER UN ACCORDO CHE TAGLIA LE GAMBE A TELECOM E FAVORISCE OPERATORI PRIVATI COI SOLDI DELLE BOLLETTE ELETTRICHE - L'UE POTREBBE BLOCCARLO: SONO AIUTI DI STATO?

«Fantastico se Telecom in partita»

Vivendi ha smentito la cifra di 15mila esuberi paventati dai sindacati di Telecom dopo l'annuncio del piano Enel, ma è davvero difficile capire come potranno stare in piedi due – o addirittura tre, nelle città in cui c'è Fastweb – reti di fibra ottica concorrenti. E non è chiaro se l'investimento sarà pagato, e in quale percentuale, con i proventi delle bollette elettriche di Enel. Sarà questo che il Governo dovrà spiegare alle autorità europee, se non vorrà rischiare un procedimento per Aiuti di Stato.

E il discorso sulle città che non sarebbero servite dalla fibra puzza parecchio. Nella sola Bari, per dire, ci sono già 20mila famiglie che hanno la fibra ad altissima velocità, la cosiddetta FTTH, che arriva fin dentro casa. E la FTTC, che si ferma alle colonnine dei palazzi, meno veloce ma comunque in continua espansione, ha fatto notevoli salti in avanti negli ultimi mesi.

«Il 29 aprile, giorno in cui abbiamo organizzato un grande evento per i 30 anni di internet centrato su Pisa, partiranno le prima gare per i cluster C e D, dove gli operatori faranno la gara e vinca il migliore» ha detto Renzi alla presentazione del piano sulla banda larga. E ha spiegato che al contrario «le aree A e B sono aree dove il mercato la fa da padrone e i singoli operatori possono intervenire».

Gli annunci roboanti ("il 100% di copertura con la fibra entro il 2020"), nascondono la realtà: innanzitutto si tratta solo dei mercati più remunerativi, mica dei posti sperduti dove oggi non arriva neanche l'Adsl. Per quelli, bisognerà sperare nei soldi pubblici - I 15mila esuberi Telecom diventeranno realtà?...

DAGONOTA - Segnatevi questa data perché oggi è successa una cosa di cui si parlerà per mesi. Renzi che offre il palco di Palazzo Chigi per l'accordo tra una società a controllo pubblico (lo Stato ha solo il 23,5% ma continua a nominare tutti i vertici, vedi l'ultima infornata renziana) e un gruppo di compagnie private (Wind e Vodafone), che taglia le gambe all'ex monopolista (TIM), e dà un vantaggio smisurato al nuovo operatore.

Sarà un caso che oggi in borsa il titolo Telecom ha perso il 2,8%?

Quanto alle risorse pubbliche Renzi ha citato «un fondo dello Stato con 4,9mld del Cipe, di cui 3,5 già stanziati di cui 2,2 già andati ad “aree bianche” o a “non interesse di mercato”». E ne ha approfittato per ribadire la sua strategia: «Ci dicono che è un rischio fare le opere. Ma l'unico rischio che ha l'Italia è non sbloccare le opere pubbliche e private».

Renzi: 29 aprile a via gare in aree meno coperte

Gli annunci roboanti ("il 100% di copertura con la fibra entro il 2020"), nascondono la realtà: innanzitutto si tratta solo dei mercati più remunerativi, mica dei posti sperduti dove oggi non arriva neanche l'Adsl. Ma soprattutto è molto difficile che la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, possa approvare un simile piano.

E ha aggiunto: «Il dialogo c'è stato fin dall'inizio, anzi è il primo operatore con cui abbiamo parlato. Siamo aperti a qualunque soluzione con tutti gli operatori», a partire da partnership nei luoghi dove l'Enel non ha la rete elettrica. Ad esempio «se a Roma Acea volesse far parte» del progetto per la posa della fibra per la banda ultralarga «sarebbe positivo» e «la faremmo anche lì», ha detto Starace.

Il nuovo terzetto, a cui potrà presto unirsi Fastweb, viene infatti clamorosamente sponsorizzato dal governo dopo anni di tarantelle su come cablare questo Paese (lo fa Telecom, no Metroweb, anzi Cdp, forse il Fondo Strategico, ecc).

Il colosso elettrico ha lanciato dunque il guanto di sfida a Telecom Italia sulla rete a banda larga. Ma Starace non ha chiuso la porta a possibili collaborazioni: «Sarebbe fantastico se Telecom facesse parte della partita» ha dettto infatti l'ad dell'Enel.

Poi ha aggiunto che «a maggio saranno pronti i primi abbonamenti a Perugia», spiegando che le prime cinque città capoluogo in cui parte il progetto presentato oggi sono Perugia, Bari, Venezia, Catania, Cagliari. Dopo sarà la volta, ha annunciato l'ad Enel, Francesco Starace, di Firenze, Genova, Napoli, Padova e Palermo.

Scritto da Alberto

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