Se cercate un ambulante del tessile rivolgetevi a uno straniero

PRATO ore 08:14:00 del 10/11/2014 - Genere: Cronaca, Lavoro

Se cercate un ambulante del tessile rivolgetevi a uno straniero

In Italia più della metà di quelli attualmente in attività provengono da un paese estero. Brutta notizia?

Cambiamento alle radici. Sarà l'effetto della globalizzazione, sarà che l'economia corre più rapida di quello che si potrebbe immaginare. Fatto sta che l'invasione - come la chiama qualcuno - di stranieri non si arresta. E nel mondo del lavoro le conseguenze rischiano di essere drammatiche per noi e per chi ha in essere un'attività da molto tempo. Gli ambulanti del tessile straniero sono in numero superiore rispetto agli italiani. Un dato che non muore lì. Significa che, quando c'è da fare impresa, chi è arrivato da lontano ha più intraprendenza e voglia di noi. Ma significa anche che i posti di lavoro degli italiani stanno rapidamente saltando. Sparendo.

E chi ci protegge? Forse questo Governo? No di certo: per loro la parola d'ordine è accoglienza e cittadinanza, alla faccia dei nostri 50enni maestri del tessile che si ritrovano licenziati da aziende che non sanno più a chi vendere i loro prodotti. In Italia tra gli ambulanti del tessile le imprese straniere sorpassano quelle italiane: sono, infatti, 43.187 le imprese straniere attive nel commercio ambulante di abbigliamento e calzature e rappresentano il 57,2% del totale del settore. Sorpasso degli stranieri anche tra le bancarelle di fiori e prodotti da giardino. Nel complesso, comunque, il commercio ambulante resta, di poco, a maggioranza italiano (50,8%).

Insomma, il sorpasso è naturalmente questione di mesi, al più di un anno. Ma queste persone dove avranno trovato i soldi necessari per avviare la loro attività? Sono in regola con quanto devono allo Stato? Vallo a sapere, o forse a volte è meglio non sapere neppure. Nel dettaglio, tra le nazionalità degli ambulanti del tessile sono i titolari nati in Marocco i più numerosi (24.736), seguiti dai titolari del Senegal (5.177), Cina (3.526), Nigeria (1.929) e Bangladesh (1.906). Complessivamente le imprese straniere attive in Italia sono 469.092, in crescita rispetto al 2011 del 13,2%. Mentre le imprese totali fanno registrare nello stesso arco di tempo una diminuzione del -2,4%.

Segni negativi che confermano il buio di questi anni, con i proprietari delle aziende che hanno deciso di abbassare la serranda per evitare di mangiarsi fuori tutto quello che già avevano messo da parte negli anni addietro. La crescita più alta delle imprese straniere si registra in Campania e Lazio (rispettivamente +29,1 e +29% rispetto al 2011).

La curiosità in Lombardia riguarda la ristorazione: le pizze egiziane sorpassano gli involtini primavera: i titolari di ristoranti nati in Egitto attivi in Lombardia sono 1335 contro 695 cinesi. E sempre gli egiziani sono i primi per numero di titolari di attività del commercio al dettaglio di alimentari. Anche in questo caso un fiume di denaro incontrollato che nessuno controlla: ma perché le imprese straniere non vengono vessate dai controlli così come accade per quelle di casa nostra? Qualcuno sa dare una risposta a questa domanda?

Articolo tratto da: www.italianosveglia.com

Scritto da Albertone

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