Shadow of the Colossus, guida

(Palermo)ore 18:34:00 del 05/11/2017 - Genere: , Videogames

Shadow of the Colossus, guida

Gli screenshot mostrano una pulizia grafica finalmente soddisfacente e un'illuminazione più complessa, senza particolari artefatti evidenti a disturbare le splendide scene come invece accadeva in passato.

Shadow of the Colossus sará un remake a tutti gli effetti e comprenderà la totalità degli asset inclusi nella prima versione del titolo. Non ci saranno nuovi colossi, avventure parallele o secondarie o magari armi aggiuntive, tutto è intatto e immacolato come ce lo ricordiamo, e come d'altronde ci è rimasto impresso nei ricordi, “solo” beneficerà della grande potenza in più a disposizione per portare sui nostri schermi una grafica aggiornata e moderna. I modelli sono infatti stati ricreati da zero, composti ora da un numero di poligoni decisamente più alto, facilmente visibile dalle nuove immagini e video.1

I modelli poligonali di base sono stati arricchiti, ma restano quelli del titolo originale.

Avevamo già rivisto Shadow of the Colossus in versione HD su PlayStation 3 già nel 2011, quando uscì in bundle con ICO ma da quanto rilasciato da Sony durante la fiera parigina, possiamo ammirare come il salto di generazione lo abbia favorito molto di più, donandogli un aspetto profondamente diverso. Gli screenshot mostrano una pulizia grafica finalmente soddisfacente e un'illuminazione più complessa, senza particolari artefatti evidenti a disturbare le splendide scene come invece accadeva in passato.

Ci sono montagne che devono morire

Nella build che abbiamo avuto modo di provare si è potuto scegliere tre diversi combattimenti: a nostra disposizione avevamo i colossi numero 1, 3 e 13, quindi rispettivamente il Minotauro, il Cavaliere e il Drago, che è stato mostrato anche nell'ultimo trailer distribuito durante la conferenza della Paris Games Week. I nostri passi si sono chiaramente rivolti subito verso il primo, così da poter recuperare dimestichezza con le meccaniche del titolo e scoprire in che modo il gameplay ha subito eventuali variazioni: ancora una volta, armati di spada e arco, come detto già poc'anzi, abbiamo convocato Argo e ci siamo fiondati verso il luogo indicato dalla luce emessa dalla nostra spada. Subito in groppa al nostro cavallo abbiamo notato la prima finezza registica che non può passare in secondo piano: durante le nostre cavalcate, che dovranno essere chiaramente spronate con un buon ritmo di calvi sui fianchi del nostro cavallo, la regia preferisce tenere sul lato dell'inquadratura, che sia esso sinistro o destro, il protagonista e il suo destriero, così da lasciare la parte centrale dell'immagine interamente dedicata all'ambiente.

Evitando quindi che l'immagine possa essere impallata, si lascia ampio respiro a tutto ciò che ci circonda, esaltando la qualità grafica e il dettaglio che si evincono dalla riproposizione di Shadow of the Colossus.

Il titolo di Fumito Ueda diventa cosìuna vera perla grazie a PlayStation 4 Pro e riesce a esaltarsi in qualsiasi tipo di dettaglio, sia grafico che sonoro, usufruendo anche di un ottimo ritorno audio nel nostro passaggio tra l'erba che viene smossa dal nostro correre a piedi. Rimandando, però, tutta l'analisi tecnica del caso a quella che sarà la recensione finale e agli hands on più dettagliati che arriveranno nei prossimi mesi, arriviamo a quella che è l'azione nuda e cruda. Il Minotauro, come sicuramente ricorderete, si prestava a una battaglia molto entry level, capace di farci capire in pochi passi quello che era lo spirito del gioco: dopo aver innalzato la spada al cielo per scoprire i punti deboli del nostro avversario, la voce di Domin ci ha subito suggerito di arrampicarci su di esso per poter arrivare al nostro obiettivo, ossia la testa. Trovato un appiglio sulla caviglia sinistra, ricolma di erba sulla quale aggrapparci, una crepa di colore azzurrino ci ha permesso di intuire, così come dieci anni fa, dove colpire: affondata, quindi, la spada abbiamo assistito al dolore del colosso, che accasciandosi leggermente ci ha concesso la schiena sulla quale continuare la nostra arrampicata. Ancora una volta, giunti sulla testa, è stato fondamentale dosare la "stamina" della spada per poter piantare tre potenti colpi sulla testa del colosso e stenderlo facilmente. Inizialmente sarà molto facile riuscire ad avere la meglio, ma non appena arriverà il momento del drago, da cavalcare sfruttando le sue ali che andranno ad arenarsi nel deserto, le battaglie si faranno chiaramente più intense e appassionanti.

Scritto da Luca

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