STOP AI MANTENUTI - ecco la nuova sentenza

(Bari)ore 10:08:00 del 12/06/2017 - Genere: , Nuove Leggi

STOP AI MANTENUTI - ecco la nuova sentenza

Manca ancora un piccolo passo avanti : se il coniuge ti ha tradito ed ha un amante se ne deve andare di casa e lasciare i figli al coniuge fedele!! Indipendentemente se è l’uomo o la donna.

Manca ancora un piccolo passo avanti : se il coniuge ti ha tradito ed ha un amante se ne deve andare di casa e lasciare i figli al coniuge fedele!! Indipendentemente se è l’uomo o la donna.

Così la legge sarebbe perfetta e ci sarebbero meno separazioni per infedelta’.

Anche i figli sarebbero felici perché non si vedrebbero costretti a vivere con un estraneo/a in casa loro.

La sentenza della Corte Suprema di Cassazione rivoluziona le norme sull’assegno di mantenimento in caso di divorzio. D’ora in poi i criteri per concedere il mantenimento non verteranno più sul garantire lo stesso tenore di vita che c’era nel corso del matrimonio. Basterà infatti garantire un assegno che consenta di sopravvivere, anche se la soglia minima è ancora da determinare. Per concedere l’assegno divorzile si terrà conto dello stato di autosufficienza o meno dell’ex coniuge, in base a quattro criteri: “il possesso di redditi di qualsiasi specie”; “il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari”; “le capacità e le possibilità effettive di lavoro”; “la stabile disponibilità di una casa di abitazione”. Nel caso in cui venga dimostrata la non autosufficienza economica sarà possibile disporre del sostentamento.

Addio assegno di mantenimento all’ex coniuge solo perché più povero: da oggi in poi non conterà più la differenza di reddito tra moglie e marito al momento della separazione e del successivo divorzio, ma il fatto che il richiedente non sia oggettivamente in grado di mantenersi da solo. E se l’assenza di redditi dipende da inerzia o da mancanza di volontà a trovare un lavoro, il giudice dovrà negare l’assegno di mantenimento. È questa la rivoluzione epocale varata poche ore fa dalla Cassazione: un cambiamento storico perché da oggi in poi il sussidio a favore del coniuge più debole economicamente non verrà più accordato con la facilità e l’automatismo del passato, ma richiederà prove più convincenti del proprio stato di oggettiva difficoltà economica. Cosa significa in concreto? Significa un definitivo addio al mantenimento per chi può mantenersi da solo. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa cambia da oggi in poi.

Come abbiamo già chiarito nell’articolo Assegno di mantenimento all’ex moglie: nuove regole, la Corte ha portato a compimento l’iter interpretativo varato qualche anno fa: un inter con cui ha messo alle strette il diritto ad ottenere, sempre e comunque, l’assegno di mantenimento solo per il fatto di avere un reddito più basso rispetto all’ex coniuge. A contare non è più la semplice sussistenza di una differenza economica tra i due ex coniugi, ma l’assenza di redditi o l’incapacità a procurarseli.

Come infatti avevamo già chiarito in Niente più assegno di mantenimento alla donna separata e Addio mantenimento all’ex moglie che può lavorare), la Corte dà peso anche ad altre circostanze come la possibilità di reimpiegarsi nel mondo del lavoro alla luce dell’età del richiedente (tanto più giovane, tanto più facilmente potrà trovare un’occupazione), della formazione scolastica, delle precedenti esperienze formative e/o lavorative. Detto in termini pratici, l’assegno di mantenimento resterà ad appannaggio ancora delle casalinghe che, per scelta condivisa da entrambi i coniugi, hanno rinunciato a una carriera per occuparsi del ménage familiare e consentire all’uomo di concentrarsi a tempo pieno nella propria attività professionale, imprenditoriale e/o lavorativa.

Senza contare che, oramai da qualche anno, è stato messo nero su bianco il principio secondo cui, nel momento in cui il coniuge beneficiario del mantenimento va a convivere stabilmente con un’altra persona, perde il diritto all’assegno.

Scritto da Gregorio

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