Total War ROME II Empire Divided, anteprima

(Milano)ore 22:32:00 del 25/11/2017 - Genere: , Videogames

Total War ROME II Empire Divided, anteprima

La sfida per i ragazzi di Creative Assembly non era per nulla facile, rispetto a quanto proposto nelle due modalità singleplayer finora apparse le differenze non sono affatto poche e l’unico modo per ricreare l’esatto contesto storico della crisi del III

Dopo l'abbuffata dei Total War dello scorso decennio, in molti avevano abbandonato un po' una serie che sta continuando a riproporre i vecchi brand che ne hanno decretato il successo a cadenze regolari. Stiamo parlando di Medieval, Shogun e per l'appunto Rome Total War, oltre alla digressione Warhammer.

Aspettando un seguito di Empire, non resta che concentrarsi sulla nuova espansione di Rome II per la serie Total War, incentrata su un preciso periodo storico dell'Impero Romano: il terzo secolo dopo Cristo, conosciuto per l'anarchia militare. Lotte interne per il potere portarono a quasi sessant'anni di scontri che finirono per indebolire l'economia e la capacità militare imperiale, un preludio alla disgregazione definitiva a cui si assisterà circa due secoli dopo.

Questo è dunque lo scenario proposto da Empire Divided, un punto di partenza ben diverso sia da quello presentato dalla campagna della Roma Repubblicana e in aperta fase espansiva, sia da quello della Roma del primo Impero, forte e ricco di risorse, sotto Ottaviano Augusto. La sfida per i ragazzi di Creative Assembly non era per nulla facile, rispetto a quanto proposto nelle due modalità singleplayer finora apparse le differenze non sono affatto poche e l’unico modo per ricreare l’esatto contesto storico della crisi del III secolo era implementare una serie novità proprio a livello strutturale, non solo sostituire le fazioni e i nomi degli insediamenti. Il team inglese è stato così costretto a inserire non poche modifiche e, per meglio simulare il disastrato panorama del periodo nero di Roma, ha dato vita a tre nuovi fattori da tenere sotto controllo durante la partita: la pestilenza, i nuovi culti religiosi e il banditismo.

Il primo elemento non è una vera e propria novità e riprende da vicino quanto già visto in Total War: Attila, con il morbo che può decimare gli abitanti dei propri insediamenti, ma che è anche un’arma da usare e spargere nelle regioni nemiche, da fiaccare e indebolire prima della conquista. Le vere novità sono le religioni introdotte ex novo e il banditismo. Dopo la conquista dei territori orientali, nuovi dei si aggiunsero al pantheon romano e, anzi, cercarono di sostituirsi alle antiche divinità. Il Cristianesimo, il Mitraismo e il Manicheismo hanno delle catene di edifici ad hoc: i costi di costruzione sono assenti, i templi e le chiese attirano nuovi fedeli a sé e garantiscono bonus all’ordine pubblico o allo sviluppo, ma avere più centri di culti differenti nella stessa regione equivale a disordini sociali, scontri e ribellioni aperte e abbattere dalle fondamenta questi edifici vuol dire inimicarsi una gran parte della popolazione. Le bande di banditi che imperversano per tutto l’impero contribuiscono a loro volta a rendere più insicuri i propri domini: questa statistica viene tenuta a bada solo da particolari costruzioni e dalla presenza degli eserciti, ma se non viene controllata, questa piaga mina alle fondamenta le economie regionali, fino a dar vita ad eventi speciali. Come se non bastasse, le carestie hanno decimato la popolazione e le guarnigioni delle città sono molto esigue, fattore che aumenta il rischio di perdere intere province solo perché lasciate sguarnite e senza un esercito di presidio. Il complicato contesto storico rende la campagna sicuramente interessante, dinamica e con un tasso di difficoltà molto più vicino a quello di Total War: Attila. Rispetto a quanto abituati negli ultimi Warhammer, la fase gestionale di Empire Divided si presenta molto più complessa ed articolata, e la sfida diventa ancora più intrigante grazie al rivisto sistema politico, aggiunta in realtà facente parte del corposo free-LC. Le nuove opzioni politiche avvicinano Total War ad un grand strategy e, anche se la distanza rispetto alle produzioni Paradox è ancora lontana dall’essere colmata, vi è ora molta più libertà nella gestione delle fazioni, delle singole province e del sistema di governo adottato dalla fazione, selezionabile - sotto bonus e malus - tra lega, repubblica, regno e impero. 

Una gloria andata

Virare su un periodo storico così particolare della lunga parabola di Roma ha permesso a Creative Assembly di sfruttare alcuni accorgimenti e le tante migliorie che i fan hanno apprezzato nelle iterazioni più recenti della serie. La campagna di Empire Divided mette a disposizione ben dieci fazioni, ma cinque di queste sono denominate “eroiche” e ruotano attorno alla figura cardine del loro leader. L’Impero Romano è guidato da Aureliano, il regno di Palmira dalla regina Zenobia, l’Impero delle Gallie da Tetrico, i Sasanidi da Sapore I e i Goti da Cannabaude: questi personaggi ricordano da molto vicino gli eroi leggendari dei due Warhammer e la loro campagna storica è guidata e scandita da eventi e gode di un lato narrativo inedito per Total War: ROME II. Gli alberi delle tecnologie di queste fazioni non seguono semplicemente lo sviluppo delle infrastrutture, dell’esercito o delle riforme culturali, ma vengono impreziositi da alcuni nodi unici, indispensabili per sbloccare edifici speciali, come ad esempio il tempio del Sol Invictus, una forma di monoteismo che Aureliano cercò di affermare nelle regioni dell’Impero a lui assoggettate. Creative Assembly ha cercato di porre Empire Divided sullo stesso piano delle sue produzioni più recenti, ma purtroppo la struttura di Total War: ROME II non si è rivelata completamente in grado di recepire tutte le novità e sono evidenti i limiti imposti da una formula oramai vecchia di quattro anni. Gli stessi percorsi narrativi dei leader, pur valorizzando le rispettive campagne, sono ben lontani dall’epica di Warhammer e si limitano a delle mere scelte multiple, senza ad esempio le battaglie ad incarico che segnano le tappe della conquista. La stessa UI appare poi forzatamente messa nella scomoda posizione di dover assimilare le novità come il banditismo, le pestilenze e l’igiene delle città, relegate a delle icone poco accattivanti e non immediatamente comprensibili, ma è complessivamente tutti l'interfaccia a non esser invecchiata bene. Il vero muro impossibile da aggirare è però l’assenza delle fazioni orda, apparse in Total War: Attilae che sarebbero state la soluzione ideale per tutte quelle tribù barbare che premono sui confini romani, dal Reno al Danubio. Mancano inoltre all’appello alcune opzioni post-conquista di un insediamento, che può solo essere occupato a razziato, ma non raso al suolo: insomma, utilizzare gli Alani lungo le sponde del Don come una delle tante fazioni stanziali non è proprio il massimo. Qualche miglioria nell'UI c’è comunque stata - questo discorso vale per Total War: ROME II in toto - e le schede delle unità sono state snellite, senza dover passare necessariamente per l’enciclopedia, così come il sistema di crescita dei generali è ora molto più chiaro e intuitivo. 

Scritto da Gregorio

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